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Caos Formazione, i sindacati:
"Si riattivi la legge 24"


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Le associazioni dei lavoratori della Formazione professionale tornano a protestare contro il governo regionale, annunciano la 'class action". "Dobbiamo ritornare alla Legge 24 - dicono - con le buone o con le cattive".


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PALERMO - “Riavvieremo la legge 24 con le buone o con le cattive”. Le associazioni dei lavoratori della Formazione professionale, A.Si.L.Fo.P., Cobas, Cub e gli Irriducibili, passano alla 'class action': Giovanni Gambino, Maurizio Galici e Gianfranco Bono parlano di contatti con pool di avvocati (e infatti con loro c'è anche l'avvocato ex candidato al Consiglio comunale di Palermo per il Movimento 5 Stelle Francesco Menallo), azioni legali e naturalmente ancora proteste. I lavoratori, stanchi di attendere “una rivoluzione che non c'è mai stata” annunciano: “ci batteremo fino alla fine”.

Perché il sistema della Formazione professionale in Sicilia è bloccato, e il rischio della 'precarizzazione' del settore “ormai è quasi una certezza”: “I lavoratori – racconta Giovanni Gambino, segretario generale di Asilfop – ormai si sono rassegnati a perdere il lavoro, ci sono persone che non prendono lo stipendio da oltre un anno, alcuni addirittura da venti mesi. Gente che dorme nelle automobili, che non può mandare i propri figli a scuola”.

Le promesse del presidente della Regione Rosario Crocetta e dell'assessore alla Formazione Nelli Scilabra ai lavoratori non bastano più, adesso è il momento di tornare alla vecchia, cara “Legge 24”, che prevedeva che gli enti di formazione venissero finanziati direttamente dalla Regione e che assicurava maggiori tutele ai lavoratori. Se si è arrivati a questo, infatti, secondo le associazioni è tutta colpa dell'Avviso 20.

Un meccanismo “bastardo e disonesto”, così lo hanno definito le associazioni, che “ha messo in un unico calderone tutte le attività imprenditoriali: i finanziamenti del fondo sociale europeo, infatti, sono stati aperti a tutte le attività imprenditoriali, comprese le S.r.l, e – denuncia Gambino – ci ha messo il naso anche Confindustria. Questo ha reso anche gli enti di Formazione, che dovevano essere senza scopo di lucro, delle imprese a tutti gli effetti. Una mortificazione per i lavoratori”.

La Formazione, insomma, è un servizio pubblico, e come tale deve essere finanziato da Stato e Regione. Un punto di incontro con il governo regionale, invece, era stato trovato sull'istituzione di un'agenzia della Formazione professionale, un ente strumentale della Regione che avrebbe dovuto gestire i corsi e assegnare i dipendenti. “Una sorta di provveditorato della Formazione”, spiegano i rappresentanti dei lavoratori. “Ma adesso veniamo a sapere che l'agenzia che ha in mente di fare il governatore Crocetta – spiega il segretario Asilfop – farà ai lavoratori contratti a tempo determinato: non ci sarà, insomma, nessuna garanzia per il loro futuro”.