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Barcellona pozzo di gotto

La truffa dei falsi incidenti stradali
Indagati medici e avvocati

Giovedì 12 Settembre 2013 - 09:13
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Eseguite 16 misure cautelari da parte dei carabinieri del Comando provinciale. Leggi i nomi e guarda le foto dei coinvolti.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA) - I carabinieri hanno eseguito nel comprensorio di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, 16 misure cautelari nei confronti di altrettante persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni. In particolare militari dell'Arma hanno eseguito quattro arresti ai domiciliari, quattro obblighi di presentazione, cinque obblighi di dimora, e tre divieti temporanei di esercitare l’attività professionale. Tra gli indagati anche medici e avvocati. Dalle indagini dell'operazione, denominata 'Indennizzo', sarebbe emerso che gli indagati progettavano, eseguivano e gestivano falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della locale Procura.

Le persone arrestate  nell'operazione 'Indennizzo' sono l'avvocato Antonio Carlo Zarcone, 33 anni, i medici Bernardino Salomone, 44 anni e Giuseppe Milone, 52 anni, e Filippo Reale, 42 anni. Tutti e quattro si trovano ai domiciliari. Divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale per i medici Claudio Aliberti, 33 anni, e Domenico Giunta, 52 e per l'avvocato Anna Maria Coppolino, 40. Obbligo di dimora nel comune di residenza per Giovanni D'Angelo, 33, Elisabetta Sidoti, 42, Anna Maria Campanella, 41, Antonino Bisognano, 29, Filippo Iannello, 57. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre 4 persone. Sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni.

L'indagine ha portato alla scoperta di 33 falsi incidenti, che avrebbero fruttato circa un milione e cinquecentomila euro. Le indagini sono iniziate nel 2010 dopo che la gran parte delle compagnie di assicurazione del comune messinese erano state costrette a chiudere per aver dovuto pagare numerose indennizzi per i falsi incidenti. A capo dell'organizzazione ci sarebbero stati l'avvocato Antonino Zarcone e Filippo Reale. Attraverso intercettazioni e le immagini delle telecamere gli investigatori avrebbero scoperto che il gruppo criminale organizzava falsi incidenti stradali e poi attraverso false perizie fornite da professionisti e con false testimonianze riusciva ad ottenere gli indennizzi. Durante l' indagine sono state indagate circa 200 persone e per l'alto numero di incidenti stradali il costo delle assicurazioni a Barcellona negli ultimi anni era salito del 200 per cento in più rispetto la media nazionale.
Ultima modifica: 12 Settembre 2013 ore 15:08



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