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Asp Palermo, appalti
revocati e di nuovo banditi


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La più grande azienda sanitaria della Sicilia rivede al ribasso tre maxi gare già aggiudicate. Previsto un risparmio di 25 milioni di euro. E intanto, fra capitolati sospetti e strani furti, la sanità siciliana resta sotto osservazione della magistratura.

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PALERMO - Tre appalti revocati e di nuovo banditi. L'Azienda sanitaria provinciale 6 di Palermo rivede al ribasso i capitolati e conta di risparmiare circa 25 milioni di euro. Quasi la metà dei 50 inizialmente previsti. “Stessa qualità, ma a costi inferiori”, assicurano dalla direzione.

Lo stop aveva riguardato gli appalti per l'affidamento del servizio di realizzazione, gestione e manutenzione del sistema informativo aziendale e quello per la manutenzione dei sistemi tecnologici. In entrambi i casi i progetti sono risultati “sovrastimati rispetto alle necessità reali dell'azienda”. Nel primo caso il nuovo bando è già stato pubblicato. Il termine per presentare le offerte scade il prossimo 31 ottobre. La gara, bloccata e ora indetta di nuovo, era stata aggiudicata nel dicembre scorso per 17, 5 milioni di euro. Il nuovo capitolato dell'Asp si ferma a 12 milioni e mezzo.

Dopo la revoca in autotutela si attende, invece - e siamo al secondo caso - che venga indetta una nuova gara per i sistemi tecnologici. Le cifre del risparmio non si conoscono, ma fin d'ora l'Azienda prevede di abbattere del 40 per cento i dodici milioni e mezzo della prima aggiudicazione. È certo, infine, quanto risparmierà l'Asp per l'affidamento del servizio di vigilanza e security. Nell'agosto 2012 la gara era stata assegnata per 20 milioni. Poi, è stata bloccata dall'Asp per “possibili vizi nella procedura di gara emersi in sede di ricorso di una società al Tar”. Il nuovo bando è già stato pubblicato. Il capitolato si ferma a sette milioni e mezzo. Per le domande c'è tempo fino al novembre.

Per tutte tre le gare l'azienda sanitaria non corre il rischio di improvvisi stop forzati. Nessuna delle imprese che si erano aggiudicate gli appalti poi revocati, infatti, ha deciso di fare ricorso al Tar. Per avere la conferma che saranno andati in porto i buoni propositi di risparmiare il commissario straordinario Antonino Candela non deve fare altro che attendere la consegna e poi l'apertura delle buste con le offerte.

A proposito di Candela. Il suo lavoro si divide fra gli uffici di via Cusmano e quelli della Procura di Palermo dove l'ultima volta si è fatto vivo sabato scorso insieme al direttore sanitario Giuseppe Noto. Si sono trattenuti a lungo al secondo piano del Palazzo di giustizia, nelle stanze di diversi procuratori aggiunti. Segno che la sanità palermitana resta sotto osservazione della magistratura. La stagione delle inchieste si è aperta con la denuncia presentata dal governatore Rosario Crocetta e dall'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino. Una sera di fine gennaio veniva defenestrato il manager Salvatore Cirignotta, ex magistrato finito sotto accusa per la presunta turbativa d'asta della gara da 40 milioni per la fornitura di pannoloni. Questa gara, inizialmente bloccata, è stata aggiudicata in via provvisoria a fine febbraio. Provvisoria lo è ancora visto che la multinazionale vincitrice non ha ancora presentato tutta la documentazione necessaria per ottenere il via libera definitivo.

Dopo Cirignottà all'Asp si insediò un altro ex magistrato, Adalberto Battaglia. Che cinque mesi dopo diede le dimissioni. Fu allora che per dirigere la più grande azienda sanitaria della Sicilia il governatore Crocetta scelse Candela, direttore amministrativo durante la reggenza Cirignotta. E Candela è diventato il referente dei pubblici ministeri. I temi dell'incontro di sabato restano top secret. Si sarebbe discusso di gare, appalti e capitolati sospetti.

E pure dell'incredibile furto scoperto a Villa delle Ginestre, la stessa struttura finita nell'occhio del ciclone per via della gara per i pannoloni. I vertici dell'Asp sono certi di avere individuato i responsabili. Si tratterebbe di due dipendenti. Al di là della loro colpevolezza, tutta da accertare, resta da capire come siano riusciti a portarsi via, e indisturbati, mobili, televisori, attrezzature mediche e persino un bancone frigo. Il tutto per un valore di 250 mila euro, e nonostante il servizio di vigilanza attivo 24 ore su 24. In attesa di avere rispste dalla magistratura, dall'azienda sanitaria lanciano un messaggio: "I soldi risparmiati sono stati e saranno spesi per migliorare l'assistenza sanitaria al servizio dei cittadini".