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ALLA CONVENTION DI VILLA FILIPPINA

Cracolici: "Un uomo solo
non va da nessuna parte"


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Intervenuto per sostenere la candidatura di Cuperlo alla segreteria nazionale, l'esponente Pd glissa sul rimpasto ma "avverte" Crocetta.

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A Palermo per promuovere la sua candidatura alla segreteria nazionale del Partito democratico, Gianni Cuperlo lascia ai siciliani le questioni siciliane. Accanto ad Antonello Cracolici, che un paio di settimane fa ha ufficializzato il suo sostegno alla battaglia di Cuperlo per giudare il Pd, ha preferito glissare sulle questioni interne al litigioso Pd siciliano: "Ho massimo rispetto - ha detto il democratico triestino - per i dirigenti siciliani, e ho fiducia in loro. So che andranno avanti nell'azione di governo, perché la scommessa del Pd nell'Isola è una speranza per tutto il paese".

La Sicilia, quindi, non smette di essere laboratorio politico. E l'esperienza di oggi è stata più che positiva. In una Villa Filippina gremita (nonostante fosse domenica) di spettatori incuriositi dalla figura poco nota del candidato segretario, in netta contrapposizione a quella 'mediatica' dello sfidante Matteo Renzi, si è parlato tanto di idee, poco di persone. D'altro canto, proprio questo è il cavallo di battaglia dello stesso Cracolici, che non perde occasione per ricordare che "un uomo solo al comando" non va da nessuna parte.

Non fa il nome di Crocetta, e interpellato dai giornalisti in merito all'incontro di oggi a Tusa tra il governatore, il segretario regionale Giuseppe Lupo e il capogruppo Baldo Gucciardi ha liquidato la questione con un "non so nulla", ma il riferimento è chiaro. "La democrazia non può vivere senza partiti - ha detto l'ex capogruppo, introducendo quello che poi sarà il fulcro del discorso di Cuperlo - perché gli uomini che vogliono comandare da soli rischiano di fare solo danni, riuscendo a comandare al massimo sé stessi".

Ma, come già detto, di nomi si è parlato davvero poco. Cuperlo e Cracolici hanno piuttosto chiarito quale deve essere il posto del Pd, oggi, in Italia è in Europa, “perché più che un nome, è questo che ci chiedono i cittadini”. Dov’è, allora, il Pd? E’ al governo con Berlusconi, “ma nessuno per questo è felice”, ha detto Cracolici, e Cuperlo lo ha incalzato: “Lo stiamo facendo – ha detto – solo per provare a tirar fuori gli italiani dalla crisi più grande dell’ultimo secolo”. Cuperlo poi ha parlato di Imu, “un compromesso”, l’ha definita, aggiungendo però che in parlamento il Pd si batterà a forza di emendamenti perché “è giusto che i ceti più ricchi paghino una tassa almeno sulla seconda casa”.

Ma il Pd non punta a governare con Berlusconi per sempre. Per questo, Cuperlo e Cracolici, insieme stanno provando a “ricostruire un Pd di sinistra, europeo e che risolva i problemi dei tanti lavoratori e disoccupati che ci sono nel paese”. La parola lavoro esce spessissimo dalla bocca del candidato segretario. E a chi pensa che il finale di questa battaglia congressuale sia già scritto, Cracolici risponde che quello che conta “sono le idee”, e ha voluto ricordare che “stiamo votando per eleggere il segretario del Partito democratico, non il candidato premier”.

Ma il parlamentare dei democratici siciliani lo sa bene: "Quello a cui andiamo incontro sarà un congresso molto difficile", ha ammesso Cracolici. E, forse, non si riferiva soltanto a quello nazionale.