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Verso il rimpasto

Distensione tra Pd e Crocetta
Gucciardi: "Dialogo sereno"


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Il governatore, il capogruppo e il segretario Lupo hanno fatto il punto sulle priorità da affrontare. Ma non è ancora sciolto il nodo dei deputati in giunta. Nei prossimi giorni un passaggio con tutte le forze della coalizione, che potrebbe aprire le porte al rimpasto

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PALERMO - “Un dialogo sereno e propositivo”. Baldo Gucciardi, capogruppo del Partito democratico, mostra ottimismo al termine dell’incontro di oggi con il presidente della Regione e il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo. I tre si sono visti a Tusa, a casa del governatore, per fare un punto sul rilancio dell’azione di governo che, secondo i piani del Pd, dovrebbe passare da un rimpasto. È il secondo incontro in pochi giorni tra il governatore e i vertici del suo partito. Tra questo e quello precedente, che in un primo momento era sembrato avvicinare i due contendenti, ci sono state di mezzo le dichiarazioni pubbliche di Crocetta, che prima ha nuovamente chiuso all’idea di deputati-assessori (se non previe dimissioni dall’Ars) e poi, in un “pizzino della rivoluzione” (colorita espressione del governatore, in parole povere in un post su Facebook) ha ribadito la sua libertà rispetto alle “imposizioni” dei partiti.

Stavolta, però, sembrerebbe che il faccia a faccia sia servito a  sbloccare l’impasse. Anche se certo non si è trattato di un incontro risolutivo. “Crocetta è il nostro presidente, il presidente del Partito democratico”, dice Gucciardi, per sottolineare lo spirito di coesione con cui il Pd intende, dopo le polemiche e le incomprensioni dei giorni scorsi, affrontare questa fase. “Abbiamo chiarito che non ci sono imposizioni, perché non servono – dice il capogruppo -. E non ci sono pregiudiziali da parte del presidente. Tuttavia bisogna fare un passaggio con gli alleati, è il presidente la sintesi politica della maggioranza”.

Nei prossimi giorni, dunque, Crocetta convocherà un vertice di maggioranza, con tutte le forze della coalizione. Un passaggio che servirà a rafforzare il governatore e a ribadire l’impegno comune di tutti i partiti a remare nella stessa direzione del presidente. Partendo non dalla redistribuzione delle poltrone, ma dalla condivisione delle priorità da affrontare da qui ai prossimi mesi. A quel punto, potrebbe arrivare il via libera ad alcuni ingressi mirati nella compagine di governo. Anche se resta sullo sfondo la posizione del governatore, che si è detto contrario al doppio ruolo di deputato regionale e assessore. Un diniego che però il Pd - che punta a chiudere la partita in tempi brevissimi - spera possa essere superato. Se ne saprà di più nel corso di questa settimana, che si preannuncia cruciale per i prossimi sviluppi della politica regionale siciliana.