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Dal 30 settembre

E il Festival della Legalità
sarà dedicato a don Pino


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festival della legalità, pino puglisi
PALERMO - “Sì, ma verso dove?”. Negli anni Ottanta, don Pino Puglisi concludeva sempre così gli inviti del Centro Diocesano per le Vocazioni, del quale era direttore. Oggi, a 20 anni dall'omicidio del parroco-eroe di Brancaccio, la settima edizione del Festival della Legalità vuole ripartire da quella domanda, da quel dubbio di fondo: quest'anno, la rassegna organizzata da ZeroTre e dall'Associazione culturale Villa Filippina si terrà dal 30 settembre al 5 ottobre e sarà dedicata interamente alla memoria del sacerdote ucciso vent'anni fa da Cosa nostra.
Interrogarsi sul “verso dove”, oggi, significa cercare di comprendere in che direzione vadano la lotta alla mafia e la ribellione contro il pizzo, le inchieste sulla stagione terribile delle stragi e quelle sul potere di Cosa nostra, comprendere la nuova Brancaccio due decenni dopo l'uccisione di don Pino e mettere a punto le strategie di diffusione della cultura della legalità. Ma interrogarsi, oggi come vent'anni fa, serve anche a comprendere il ruolo delle energie confluite nel movimento antimafia, unire il fronte della lotta a Cosa nostra al di là delle divisioni e delle non sempre occasionali divergenze sugli obiettivi da perseguire.
Nel ventennale delle stragi nel Continente e della latitanza di Matteo Messina Denaro, però, il Festival della Legalità 2013 vuole anche trovare una sintesi sui vent'anni dell'orrore e dell'impunità delle “menti raffinatissime” che hanno messo a ferro e fuoco l'Italia. Per ripartire dalla memoria di don Pino Puglisi, ma anche di Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno, Alessandro Ferrari, Moussafir Driss, Fabrizio. Nadia e Caterina Nencioni, Angela Fiume, Dario Capolicchio, Giuseppe Di Matteo e tutte le vittime della mafia. Per riallacciare, vent'anni dopo, i fili della riflessione.