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I commenti al pizzino numero 1

E su facebook i fan contestano:
"Tale', zittuti"


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crocetta, facebook, Politica

Crocetta scrive, ma il primo pizzino diventa un autogol

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PALERMO - Un anno fa Rosario Crocetta,  ancora in campagna elettorale, si avvicinava con sicurezza, fiducia, e una buona dose dell’orgoglio che lo contraddistingue, a sedersi sulla poltrona di Palazzo d’Orleans. Riecheggiano ancora oggi i racconti della sua gioventù, vissuta all’insegna della povertà, che in quei mesi Crocetta regalava a tutti quelli che andavano ad ascoltare i suoi comizi, ma il governatore siciliano sapeva già allora come fare arrivare a tutti, anche alle persone che non andavano a sentirlo, le sue parole. Nasce così l’idea di sfruttare i social network per diffondere le sue idee il più possibile. Nascono così i ‘pizzini’. Nome riabilitato, dopo essere stato usato dal governatore ed ex sindaco antimafia. E i pizzini tornano oggi. Spariti dopo l’elezione a presidente della Regione, la vecchia strategia comunicativa del governatore è stata rispolverata in questi ultimi giorni dopo le tantissime polemiche sul famoso rimpasto, e forse con un occhio anche alla sempre crescente tensione sociale.

“Ho un solo padrone – scrive oggi su Facebook Crocetta – il popolo siciliano”. Ma la notizia non è questa. La vera notizia, invece, è che una parte degli oltre 63 mila fan che hanno cliccato “mi piace” sulla pagina del governatore, gli si è letteralmente rivoltata contro. Il dissenso è normale, penserà qualcuno, soprattutto verso un uomo che prende decisioni difficili ogni giorno e che non possono, certo, accontentare tutti. E’ vero:  soprattutto sui social network, dissentire (più che essere usuale) è la prassi. E nonostante questo i commenti a sostegno del presidente non si contano sulle dita di due o tre mani, ma è innegabile che la maggior parte di quelli che hanno scelto di commentare il pizzino di Crocetta lo ha fatto per ‘dirgliene quattro’. Molti dichiarano anche di averlo votato e sostenuto, ma il commento più diffuso, quasi un copia e incolla tra i tanti che si possono leggere, è, in sostanza, “ vogliamo meno parole e più fatti”.

Nessuno, va precisato, usa toni o parole volgari. Ma lo scontro tra due fazioni, i fan e i delusi, è evidente. E si passa dai “Forza presidente, siamo tutti con te”, ai “ci hai ingannati, sei uguale a tutti gli altri”. Alcuni scrivono “anche peggio”, degli altri. “Stiamo morendo di fame”, “siamo in una situazione tragica e tu scrivi ‘fesserie’ su Facebook”, “ma quale rivoluzione, non ascolti nessuno”, “Facebook lo lasci a noi cittadini comuni, lei vada a lavorare”. Questi pochi commenti dipingono un quadro della situazione complessiva. Lasciando per un momento da parte quelli che Crocetta non lo hanno mai appoggiato, Facebook può essere uno strumento molto utile se si vuole avere la percezione di quello che pensa la gente. Molti si sentono presi in giro, non hanno di che vivere, non hanno lavoro. E postare un commento sulla pagina fan del presidente della Regione è l’unica cosa che rimane, di quelle che fai perché tanto, al massimo, tutto rimane com’è.

“Sono passati nove mesi – scrive un utente - , bella rivoluzione del cavolo”. Qualcun altro, invece, invoca le dimissioni, altri criticano la vicinanza al Partito democratico, l’occuparsi solo di questioni che riguardano le “poltrone”, o la “smania di governare da solo”. Insomma, c’è davvero di tutto. Anche chi coglie la palla al balzo e scrive: “Essendo la sua padrona le ordino di prendere dimora presso gli uffici preposti ai pagamenti dei mandati per gli sportelli multifunzionali e di non uscire da li fino a quando l'ultima pratica non sarà evasa”. Non si sa mai funzionasse.

E poi, naturalmente, non manca chi scherza sul tono del primo, nuovo, pizzino. “Ma i santini – si chiede uno dei ‘fan’ –  non li davano in chiesa? Ora pure sui social network?”. Qualcuno addirittura consiglia al presidente di avvalersi di “un buon ufficio stampa”. E tra chi pensa che “Berlinguer a sentirla parlare di comunisti si rivolterebbe nella tomba”, e chi consiglia a Crocetta di farsi pubblicità “sulle azioni da presidente e non sul suo passato che, ormai, conosciamo tutti”, uno stanco Alessio, il primo in realtà a commentare, liquida il governatore in quattro e quattr’otto. “Tale’ – scrive – : zittuti…”.