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VUCCIRIA

Dopo la maxi rissa, le reazioni:
"Questa è terra di nessuno"


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PALERMO - "Prima si diceva 'alla' Vucciria, ora 'in'. E' cambiato tutto e forse si asciugheranno anche le balate". Vende frutta e verdura da trentadue anni a due passi da piazza Caracciolo, ma adesso il commerciante di 65 anni dice di essere sconfortato, specie dopo l'ultimo episodio di violenza che si è verificato sabato notte nella zona.

"Sì, mi hanno raccontato di questa rissa - dice - ma mi creda, di giorno la situazione non cambia. Piazza Garraffello e traverse sembrano ormai terra di nessuno, in cui ognuno può fare ciò che vuole. I turisti vengono a visitare il mercato dopo avere sognato per anni di vivere in quell'atmosfera immortalata nel quadro di Guttuso, ma restano delusi. E se va proprio male - aggiunge - vengono pure scippati, derubati, aggrediti".

Ci sono commercianti, nel cuore di uno dei mercati più antichi di Palermo, che rappresentano una vera e propria memoria storica del quartiere. Sono gli stessi nei quali occhi oggi si legge la delusione e il ricordo, adesso doloroso, di un periodo ormai passato. "Passato remoto - aggiunge un cliente -. Abito in piazza San Domenico da 45 anni, nella casa che prima era dei miei genitori e non vado al centro commerciale. Faccio la spesa qui, ma quando esco al tramonto ormai ho paura". Con il calare del sole, infatti, tra i vicoli della zona la gente non si sente più al sicuro. Ed anche la folla della sera non incoraggia chi a risse e violenza ha assistito coi propri occhi.

"Per definire qualcosa che non sarebbe mai accaduto - dice una donna che abita in via Chiavettieri - si diceva che sarebbe successa quando si sarebbero asciugate le balate del mercato - ma invece questo sta accadendo per via della crisi, della chiusura dei negozi e della mentalità sbagliata che prende il sopravvento in questa città. Io - precisa - non avrei mai creduto che un giorno questa zona sarebbe diventata pericolosa perché dovrebbe essere il cuore pulsante del centro storico".

Sabato sera sono volati calci e pugni. Ma anche sedie e bottiglie. E' questo quello a cui un centinaio di ragazzi hanno assistito all'alba. Uno sguardo di troppo a una ragazza ed è scoppiato il putiferio. "Era già un inferno intorno all'una. Da piazza San Domenico - racconta una studentessa di 23 anni in un tabacchi - ho impiegato mezz'ora per raggiungere i locali in via dei Chiavettieri. Io sono di Gela, ma studio a Palermo e abito qui in zona. I ladri hanno già rubato due volte nella casa che divido con altre due ragazze e credo che mi trasferirò". Sabato, durante il parapiglia e il fuggi fuggi all'arrivo della polizia, sarebbe anche spuntato un coltello.

Un ragazzo sarebbe rimasto ferito, ma non sarebbe andato in nessun ospedale della città: "Certo, chissà cosa è successo - aggiunge un venditore ambulante -. Noi veniamo tartassati di tasse e dobbiamo rispettare tutte le regole. Poi gente del genere ha pure paura di andare in ospedale per non raccontare quello che davvero è successo". Nel frattempo, all'interno di una macelleria, c'è chi parla di un'ordinanza mai rispettata nella zona. "Quest'estate - dice una giovane mamma - qui nessuno ha dato lo stop alla musica a mezzanotte. Noi abitiamo qui e fino alle 6 del mattino non abbiamo chiuso occhio ogni fine settimana. I controlli dove sono? Le regole valgono soltanto per i locali nelle zone residenziali? E l'immondizia chi dovrebbe raccoglierla? Siamo sommersi, è ormai quasi folkloristica".

Le saracinesche si abbassano ad ora di pranzo alla Vucciria, le bancarelle restano. E i tempi della storica trattoria "Shangai", ormai chiusa da anni, sembrano sempre più lontani. "Quel che resta di questo luogo unico - conclude con rammarico il titolare di una panineria - è solo squallore, immondizia e povertà. Vorrei che venisse dato valore a zone preziose come queste, frequentate e abitate anzhe da tanta brava gente".