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Fuori dalla Chiesa per 5 anni
Il Papa sospende Treppiedi


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TRAPANI - L’amministratore Apostolico Alessandro Plotti ha comunicato alla Diocesi che la Congregazione per il Clero, riunita in Congresso presso la sede del Dicastero, ha riscontrato la responsabilità del sacerdote Antonino Treppiedi, già sospeso a divinis.
"Constatata la permanente contumacia del reo per non aver manifestato segni esterni di pentimento obiettivamente riscontrabili, la speciale gravità della violazione dei sacri canoni e l’urgente necessità di riparare lo scandalo creato in Diocesi - si legge in una nota della Diocesi -, la Congregazione ha applicato al sacerdote una pena espiatoria che prevede il divieto di esercitare il sacro ministero e di usare l’abito ecclesiastico per cinque anni. Il sacerdote dovrà dimorare al di fuori della Diocesi per tale periodo".
La pena applicata dalla Congregazione prevede inoltre l’obbligo di risarcire la parrocchia “San Silvestro Papa” di Calatafimi e il divieto - “ad indefinitum tempus” - di esercitare il sacro ministero nel territorio della Diocesi di Trapani. Il decreto della Congregazione è stato approvato dal Romano Pontefice Francesco il 28 agosto scorso.
La vicenda era stata denunciata due anni fa da "S": al centro dello scontro un presunto buco nei conti delle fondazioni "Auxilium" e "Campanile", gestite dalla Diocesi, e una frattura insanabile tra il vescovo Francesco Micciché e il suo ex-braccio destro, don Ninni Treppiedi, la bufera che sta coinvolgendo la Curia di Trapani. Una vicenda di intrighi, sospetti e lettere anonime, una guerra di potere che ha coinvolto i vertici della Curia, facendo intravedere sullo sfondo figure importanti della politica trapanese.
Monsignor Micciché, dalle colonne di "S", aveva lanciato l'accusa: “La mia firma - aveva detto - è stata scannerizzata e messa su alcune autorizzazioni a stipulare rogiti notarili di vendita". Tra i documenti, secondo l'entourage dell'ex vescovo, c'era un giro di denaro finito nel mercato delle macchine di lusso. Treppiedi, però, si era difeso: “Non ho avuto alcuna competenza sulla vicenda legata alla fusione di Auxilium e Campanile - aveva detto ancora una volta a 'S', in un'intervista in cui fra le altre cose ammetteva di avere un conto allo Ior, ma negava di aver comprato auto - Come sacerdote devo obbedienza al vescovo ma in questa vicenda purtroppo chi ne sta soffrendo maggiormente è la Chiesa di Trapani".
L'epilogo è stato scritto nel giro di un anno e mezzo. Prima, il 19 maggio 2012, era arrivata la rimozione di monsignor Micciché dal vertice della Curia e la sua sostituzione con monsignor Plotti. Un capitolo cui, adesso, fa seguito la sospensione di padre Treppiedi. Per uno scandalo che ha sconvolto la Chiesa di Trapani.