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Nokia e Microsoft in Sicilia
Si pensa alla Etna Valley


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Le due multinazionali, che si sono unite lo scorso 2 settembre, stanno sondando il terreno per iniziare la produzione di alcuni microsistemi nel polo industriale.

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CATANIA - La STMicroelectronics potrebbe trovare un accordo per dare nuovo slancio alla cosiddetta Etna Valley. Nokia e Microsoft – che si sono unite lo scorso 2 settembre, con l’acquisto del colosso finlandese da parte della società di Bill Gates per 5,44 miliardi di Euro – stanno infatti sondando il terreno per iniziare la produzione di alcuni microsistemi.

Il marchio telefonico finlandese, presente nel polo industriale catanese dalla metà degli anni Novanta, potrebbe riprendere il progetto delle microtecnologie “Mems” (abbandonato per colpa del crack della ST-Ericsson) con i nuovi soldi giunti dalla fusione con Microsoft. Il piano, ancora in fase di studio, porterebbe ossigeno ad un settore che ha subito una forte crisi negli ultimi anni ed ha visto recentemente la STM chiedere la cassa integrazione ordinaria per 2.200 dei circa 4.000 dipendenti della sede siciliana.

L’investimento, che necessiterebbe di circa 340 milioni di Euro in tre anni, riavvierebbe un business che sembrava essere definitivamente tramontato quando è scattata la richiesta di cassa integrazione.

“Si tratta solo di un primo briefing da parte della Nokia” rispondono cautamente dalla Segreteria della Fim Cisl di Catania. “Tuttavia, ben vengano queste opportunità. Sappiamo che il progetto di produrre in Sicilia ha costi elevati e che siamo in concorrenza con alcuni paesi dell’est dell’Europa, Bulgaria e Polonia in testa, dove il prezzo del lavoro è minore. Partiamo però in vantaggio, perché mentre là bisognerebbe costruire da zero le strutture ed acquistare i macchinari per la produzione, la Etna Valley ha già tutte le sedi pronte e la tecnologia all’altezza per un simile progetto".

Ore 20.06, Aggiornamento
Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione di Piero Nicastro, segretario generale della Fim Cisl Catania: "Auspichiamo che ci siano contatti tra le aziende interessate, anche se ancora non conosciamo i reali termini del confronto. Se ciò ci fosse, avvalorerebbe la nostra ipotesi di puntare finalmente sulla realizzazione di un vero Distretto tecnologico a Catania che metta insieme aziende multinazionali con i centri di ricerca universitari. Solo così si darà un contributo importante per lo sviluppo e l’occupazione di qualità nell’alta tecnologia a Catania".