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Proseguono gli sbarchi
Garozzo scrive al Governo


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Nuovo sbarco, dopo quello di 150 migranti all'alba, sulle coste siracusane. Il primo cittadino Giancarlo Garozzo torna a sollecitare interventi per fronteggiare le emergenze legate agli arrivi nel porto della città.

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Il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo
SIRACUSA - Dopo i 150 migranti sbarcati all'alba sulla costa siracusana, a Cala Mosche, un altro barcone con un centinaio di persone a bordo sta navigando verso Portopalo di Capo Passero, come reso noto nel corso della conferenza stampa con il procuratore capo della Dda di Catania Giovanni Salvi e il questore di Siracusa Mario Caggegi per illustrare i dettagli dell'operazione che ha condotto al fermo di tre egiziani accusati di essere i basisti di un'organizzazione internazionale dedita al traffico di immigrati.

Nel frattempo due egiziani residenti a Siracusa (Amir Qat di 44 anni, e Abdou Ghedu, detto Mohamed, 31 anni, pescatore) e un terzo residente a Vittoria, nel Ragusano, Mohamed Elsayed, alias Said Darwish, 22 anni, sono stati fermati con l'accusa di essere la "cellula" operativa nella Sicilia orientale che gestiva a terra gli sbarchi di immigrati partiti soprattutto dalle sponde egiziane. I tre sono stati bloccati nell'ambito dell'indagine che nei giorni scorsi aveva portato al sequestro di un motopesca di altura utilizzato come "nave madre" in diversi sbarchi.

A carico dei tre fermati oltre a diversi indizi, a cominciare dal riscontro della loro costante presenza a terra in numerosi degli sbarchi verificati si negli ultimi mesi sulla costa sud orientale della Sicilia, soprattutto una serie di intercettazioni telefoniche con l' "armatore" della nave madre che, dopo il sequestro del natante, ha iniziato a tempestare di telefonate i tre egiziani sollecitando l'avvio di azioni, anche legali, per ottenere il dissequestro dell'imbarcazione. Da un'altra intercettazione e' anche emerso che nei giorni di maggior afflusso di migranti sulle coste siciliane ciascuno dei reati arrivava a guadagnare anche duemila euro al giorno. L'operazione è stata condotta dalle squadre mobili di Siracusa e Catania con lo Sco di Roma ed il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

Con una lettera inviata stamattina alle autorità competenti, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo é tornato torna a sollecitare interventi per fronteggiare le emergenze legate al susseguirsi di sbarchi di migranti nel porto della città. Ad un mese da una prima missiva, inviata tra gli altri anche al presidente del Consiglio Enrico Letta, Garozzo, nel confermare lo spirito incentrato alla ''massima collaborazione'', scrive di restare ''in attesa di conoscere le specifiche adottate e gli eventuali interventi realizzati per quanto di competenza''.

Nella lettera, inviata ai Ministeri dell'Interno e della Salute, al capo dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale, al prefetto di Siracusa, all'assessore regionale alla Sanità e al commissario straordinario dell'Asp di Siracusa, Garozzo scrive che ''il continuo ed eccezionale afflusso sulle coste di Siracusa di soggetti vulnerabili provenienti dalle aree a forte instabilità politico militare, riconosciuti come potenziali richiedenti asilo o beneficiari di protezione internazionale, pone ineludibili questioni circa la gestione, anche sanitaria, della situazione straordinaria in atto con possibili implicazioni anche dal punto di vista della medicina delle migrazioni e con un piano coordinato di intervento per la necessaria presenza di presidi sanitari utili per le procedure del caso''.