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I lavoratori protestano in via Olimpo

Aligrup, scontro Gamac-Sigma
sulla cessione del Centro Olimpo


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La Fisascat Cisl: “Se Gamac non consegna le chiavi del Centro Olimpo, il gruppo Sigma non procederà all’acquisizione degli altri punti vendita in trattativa, ovvero via Argento, via Brunelleschi a Palermo e via Fasciana a Caltanissetta”.


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PALERMO - Sale la tensione tra i lavoratori Aligrup. Questa mattina, infatti, i dipendenti del supermercato Conad Superstore del centro Olimpo di Palermo, si sono riuniti in un sit-in davanti il Centro commerciale. Traffico a rilento in via dell’Olimpo. I lavoratori sono ormai esasperati perché da mesi Gamac, società con la quale K&K proprietaria del punto vendita, aveva stipulato un accordo per la cessione del ramo d'azienda per il Centro Olimpo, accordo poi rescisso il 13 maggio scorso con il conseguente licenziamento di tutti i lavoratori, ad oggi non ha ancora liberato i locali e riconsegnato le chiavi del punto vendita, ostacolando di fatto le trattative in corso con altri soggetti interessati.

A rischio l’acquisizione del supermercato da parte di Sigma. Il 19 luglio scorso la società si era impegnata ad assumere tutto il personale riconoscendo mansioni e qualifiche preesistenti. La trattativa ad oggi è in una fase di stallo  sia a causa di un'offerta che la sezione fallimentare del Tribunale di Catania avrebbe reputato non congrua, sia a causa dell’operato di Gamac che ad oggi non ha riconsegnato le chiavi del Centro Olimpo.

“Sigma è stata chiara – dice Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicillia -. Se Gamac non consegna le chiavi del Centro Olimpo non procederà all’acquisizione degli altri punti vendita in trattativa, ovvero quelli di via Argento e via Brunelleschi a Palermo, e via Fasciana a Caltanissetta. La situazione venutasi a creare è molto grave. I lavoratori sono esausti”. Venerdì scorso, all’incontro in prefettura tra K&K, Sigma e le parti sociali, non ha preso parte Gamac che, secondo quanto riferito dai sindacati, fino a qualche giorno fa, avrebbe nuovamente manifestato la volontà di portare avanti una trattativa per la cessione del Centro Olimpo mai liberato nonostante la rescissione unilaterale dell'accordo dell'affitto di ramo d'azienda siglato il 7 dicembre 2012.

“Ci troviamo – conclude la Calabrò - di fronte a dei lavoratori giunti oramai allo stremo delle forze se si considera che non percepiscono, in alcuni casi, alcuna retribuzione dal mese di marzo. In ogni modo, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali - dei quali ancora non hanno potuto godere a seguito del fatto che per l'erogazione occorrono anche mesi dalla presentazione delle istanze- non possono e non devono essere la nuova frontiera del lavoro. L'auspicio è che si possa, quanto prima e positivamente, mettere fine a questa situazione che ribadisco sembra essere la storia senza fine".

Altra manifestazione, nella mattinata, davanti al Conad Superstore di corso Finocchiaro Aprile dove una cinquantina di lavoratori Aligrup ha manifestato provocando rallentamenti lungo l’intera arteria stradale. Alla manifestazione erano presenti le tre principali sigle sindacali, Uil Tucs, Fisascat Cisl e FIlcams Cgil accomunate dalla necessità di tutelare gli oltre novanta lavoratori che da mesi non prendono alcuno stipendio.

“Siamo arrivati alla disperazione – spiega Giuseppe Lo Coco, rappresentante Uil -, siamo senza stipendio da mesi, abbiamo subito un licenziamento in tronco senza alcun preavviso lo scorso aprile quando il contratto di lavoro era previsto scadesse a giugno e ad oggi stiamo vedendo sfumare la trattativa con Sigma”. Aspri i toni della polemica proveniente proprio dai manifestanti:

“Quello che non accettiamo è che la Gamac continui a fare ostruzionismo non lasciando le chiavi dei locali – spiega Giuseppe Saitta, rappresentante Uil -. Entro la metà dell’ottobre prossimo è previsto lo sfratto esecutivo e se si dovesse arrivare a questo punto avremmo perso definitivamente la possibilità di confluire in Sigma. Pretendiamo che la Gamac ci lasci lavorare, siamo oltre novanta dipendenti con figli e mogli a carico. Quello che si sta cercando di fare – continua Saitta -, è far perdere al ramo d’azienda i requisiti essenziali affinchè sia acquisito da terzi. E’ un gioco alla macelleria sociale”.