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La relazione dell'assessorato all'Economia

Sicilia in piena crisi
Cresce il gap con l'Italia


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PALERMO - "Sulla base degli ultimi dati diffusi dall’Istat e delle stime effettuate da Prometeia SpA, il Prodotto Interno Lordo della Sicilia, dopo un parziale recupero del 2010 (+0,1%) della flessione registrata nel biennio 2008-2009 (-6,3%) chiude il 2011, secondo i dati ufficiali, con un -1,3% a cui seguirebbe, secondo le stime effettuate da Prometeia, una nuova e più profonda flessione a consuntivo dell’anno 2012 (-2,5%)". Inizia con questi poco confortanti dati il capitolo sul Quadro Macroeconomico Regionale della “Relazione sulla situazione economica della Regione Siciliana 2012”, chiusa con i dati e le informazioni disponibili al 28 giugno 2013 e presentata dall'assessore regionale all’Economia Luca Bianchi. Ma la notizia peggiore sembra essere quella che la nostra Regione sta vivendo una crisi nella crisi: il Pil siciliano, secondo le stime di Prometeia, ha determinato un calo medio del prodotto superiore di circa 2 punti percentuali all’anno rispetto alla media nazionale, che si ripeterà anche nel 2013 e indurrà una diminuzione cumulata del Pil di oltre 16 miliardi di euro rispetto alla previsione tendenziale pre-crisi.

"In termini percentuali - afferma il rapporto - si tratta di un divario pari al 18,3% più penalizzante rispetto al dato nazionale". Dunque, la Sicilia vive una crisi doppia rispetto alla media italiana: i numeri di occupazione, consumi delle famiglie, reddito disponibile e credito al consumo segnano dati tra il 90 ed il 160 per cento superiori a quelli del resto del Paese. Non va meglio neanche per il settore imprenditoriale, in cui si è osservata una restrizione del numero di unità produttive accompagnata dalla caduta del clima di fiducia nelle imprese. "Segnali di debolezza - si legge inoltre nel documento dell'assessorato - mostra anche il settore terziario, su cui si fonda maggiormente l’economia siciliana". In termini prospettici, la fase ciclica negativa si protrarrà anche per tutto il 2013, con il Pil ancora in fase flessiva a consuntivo d’anno intorno al 2%, con una speranza di ripresa prevista solo a partire dal 2014.