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PALERMO, OSPEDALE DI CRISTINA

Bimbo ricoverato per maltrattamenti
presto dimissioni e riabilitazione


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Il bimbo che sarebbe stato maltrattato dai suoi genitori sarà ricoverato in una struttura riabilitativa. Poi partirà l'iter per l'adozione.

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PALERMO - Si baciano e si abbracciano. In quella foto su Facebook c'è anche il loro piccolo, lo tengono stretto. Il giorno di quello scatto è ormai lontano da quelli in cui il bambino di tre mesi è arrivato in ospedale con crisi convulsive e insufficienza respiratoria acuta. Era in condizioni gravissime e furono gli stessi giovani genitori, a trasportarlo, intorno alle 5.50 del mattino, al Di Cristina.

I medici lo sottoposero immediatamente a terapia rianimatoria e ad indagini strumentali che hanno confermato la presenza di una sofferenza cereblrale diffuse e lesioni post traumatiche. Insomma, quelli rilevati erano i sintomi della "sindroma da maltrattamento", proprio come è poi stato scritto sulla sua cartella clinica. Il bimbo si trova ricoverato da poco prima di Ferragosto all'ospedale dei bambini di Palermo.

In queste settimane ha ricevuto le cure e l'affetto dei medici e degli infermieri, recuperando pian piano. Per questo quello che oggi ha delineato il direttore sanitario, Giorgio Trizzino, è un quadro legegrmente più positivo. "Dopo alcuni giorni - ha detto - si è registrato un recupero delle funzioni vitali che ha consentito lo scioglimento della prognosi e ha di conseguenza permesso l'avvio del percorso abilitativo e riabilitativo con sufficiente stabilizzazione neurologica". Subito dopo l'arrivo in ospedale, infatti, le condizioni del bambino erano disperate, con gambe, braccia e testa fratturata.

"Nei prossimi giorni - ha aggiunto Trizzino - il piccolo sarà dimesso e sarà affidato ad una struttura idonea individuata dal Tribunale dei Minori". E mentre un imprenditore milanese si è nel frattempo offerto di pagare le cure e di occuparsi del suo mantenimento - c'è infatti il rischio concreto che il piccolo possa restare sordo e cieco - il suo nome è stato inserito nella lista dei bambini da adottare.

"Voglio aggiungere - ha concluso Trizzino - che il nostro team ha mantenuto l'assoluta riservatezza a tutela dei diritti del piccolo, fino a quando la notizia è pervenuta alla stampa tramite canali estranei a questo presidio ospedaliero. In nostro operato è sempre stato coerente con l'interesse preminente di salute del piccolo".