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VICARI: "CONCORDIA VADA A PALERMO"

Cantieri navali, il 21 ottobre via
al nuovo bacino per l'off shore


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A Roma il tavolo tra ministero, Regione, Comune e Fincantieri fissa per il prossimo mese la firma dell'accordo per il nuovo bacino, mentre per la Concordia Palermo resta in pole.

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PALERMO - Nubi schiarite sul futuro dei Cantieri navali di Palermo. L’incontro svoltosi al ministero per lo Sviluppo economico, alla presenza dei sottosegretari Simona Vicari e Claudio De Vincenti, della Regione rappresentata dall'assessore Linda Vancheri, del Prefetto Francesca Cannizzo, del sindaco Leoluca Orlando e dei vertici di Fincantieri, oltre che dei sindacati, si è concluso infatti con l’impegno a firmare, il prossimo 21 ottobre, l’accordo quadro per la realizzazione di un nuovo bacino da 80mila tonnellate.

Una buona notizia per la Sicilia che vede così il governo pronto a investire nuovamente ingenti risorse sul proprio territorio (dopo la fuga della Fiat da Termini Imerese) e che fa il paio con le ottime chance che Palermo possa occuparsi anche dello smontaggio della Costa Concordia. Un affare, questo, da decine di milioni di euro che darebbe lavoro a centinaia di operai e ridarebbe fiato ai Cantieri: Piombino, Napoli e Genova sono ancora in lizza ma è Palermo l’unica ad avere un bacino da 400mila tonnellate (il più grande del Mediterraneo insieme a Marsiglia), ovvero abbastanza profondo per completare le operazioni di smontaggio del relitto dell’Isola del Giglio. Una “guerra” fra città che, almeno sulla carta, dovrebbe vedere prevalere Palermo, anche se la decisione finale spetterà al governo e avrà un sapore tutto politico: Piombino, per esempio, vorrebbe accaparrarsi l’appalto come risarcimento per il disastro della Concordia, ma il suo porto necessiterebbe di investimenti milionari per essere adeguato oltre a lavori per almeno tre anni.

“Deve essere chiaro che la scelta della destinazione della nave incagliatasi all'Isola del Giglio non puó rispondere a logiche politiche ma tecniche - commenta la siciliana Vicari in una nota - e queste vedono Palermo come unico porto in grado di ospitare in Italia una nave della stazza di Costa Concordia e specializzata a farlo. Palermo rappresenta un'eccellenza che nessuno puó mettere in dubbio, e che al momento opportuno dovrá essere tenuto nella giusta considerazione”. "Fare questi lavori a Palermo - ha sottolineato Orlando - sarebbe del tutto logico, in considerazione dei costi molto inferiori che tale scelta richiederebbe rispetto ad altre, con un notevole risparmio per le casse dello Stato."

Ma la notizia del giorno, sebbene mediaticamente meno clamorosa, è proprio la creazione di un bacino da 80mila tonnellate dedicato all’off shore, ovvero alle piattaforme petrolifere: un polo di specializzazione attualmente assente in Italia e che si ritroverebbe al centro del Mediterraneo, diventando così assai appetibile. Il progetto industriale di Fincantieri prevede di realizzare in project financing il bacino. “Adesso spetta alla Regione risolvere tutte le questioni legali e burocratiche - aggiunge la Vicari - e liberare quelle risorse impegnate per la ristrutturazione dei bacini da 19mila e 52mila tonnellate, per i quali ormai risulta impossibile avviare attivitá di recupero. Il waterfront palermitano in questo modo non sarebbe destinato a forme di speculazione tipiche degli anni '80 e legata allo sviluppo di attivitá alberghiere. Invece grazie all'impegno di Fincantieri Palermo potrebbe diventare la cittá principe per produrre e realizzare strutture off shore a favore dell'industria per petrolio e gas”.

Una prospettiva che fa esultare i sindacati, che pure chiedono tempi brevi. “I tempi sono fondamentali - dice Maurizio Calà della Cgil - la competizione sui mercati impone tempi celeri che le logiche politiche non possono ignorare. E’ un fatto storico oggettivamente che in un periodo di crisi oggi siano state messe le basi per un modo nuovo di condurre le trattative”. Per Vincenzo Comella della Uilm Sicilia “una volta firmato l’accordo di programma il prossimo 21 ottobre il Cantiere navale di Palermo potrà avviare il nuovo progetto industriale che prevede la ristrutturazione e riparazione di mezzi off shore dando così lavoro a centinaia di famiglie”. “L'azienda - aggiungono Mimmo Milazzo, segretario Cisl Palermo Trapani e Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo - ha ribadito la necessità che venga realizzato un bacino da 80mila tonnellate e la Regione ha garantito il suo impegno. Attendiamo questo nuovo piano industriale ribadendo però, che i tempi devono essere brevi per tutto, i lavori, l'avvio del piano, altrimenti lo stabilimento rischia di cadere sotto i colpi della crisi”.

L’accordo programma darà il via entro sei mesi alla realizzazione di un bacino che potrebbe dare lavoro a centinaia di operai. Le ipotesi di finanziamento saranno presentate il 21 al tavolo. "Il problema per la Concordia è la distanza del porto - dice il rappresentante Fiom Cgil Francesco Piastra - al tavolo anche il sottosegretario De Vincenzi ha ritenuto adeguata la sede palermitana ma ha precisato che al momento nessuna decisione è stata in quanto anche gli spostamento per lunghi tragitti potrebbero essere un ostacolo. E che si attendono gli esiti tecnici per la scelta definitiva". "Ora - aggiunge Piastra - è importante vedere se il 21 si riesce a concludere l’accordo di programma. Quest’intervento rafforzerebbe le infrastrutture del Cantiere navale di Palermo e darebbe una risposta immediata al problema della saturazione degli organici. Abbiamo chiesto dei tempi celeri, per noi è fondamentale: non ci possiamo di permettere di andare alle calende greche. Nell’arco di sei mesi si deve iniziare a costruire. Anche Orlando ha ribadito che la cantieristica è importante e di essere pronto a rivedere le scelte fatte sui Prusst che intralciano le opere". Il Prusst, in particolare, è quello dell’hotel a cinque stelle nell’ex Manifattura tabacchi: progetto che però mal si concilierebbe con i piani di Fincantieri che (per inciso), tramite Fintecna, è la proponente dello stesso Prusst.