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Donna uccisa dal convivente
Al via il processo


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È previsto per domani l'inizio del processo per l'omicidio di Vanessa Scialfa, la ventenne uccisa dal convivente Francesco Lo Presti, 35 anni, che ha confessato. Il Comune di Enna si è costituito parte civile.

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ENNA - Prima udienza domani, in camera di consiglio e con il rito abbreviato, del processo a porte chiuse per l'omicidio di Vanessa Scialfa, la ventenne uccisa dal convivente Francesco Lo Presti, 35 anni, che ha confessato. Il Comune di Enna si è costituito parte civile. Il processo però potrebbe slittare se uno dei difensori dell'imputato, che sarà presente in aula, aderisse allo sciopero del penalisti.

Ci sono volute lunghe indagini condotte dalla squadra Mobile di Enna e centinaia di accertamenti per un caso che sembrava risolto a 48 ore dal delitto ma che a distanza di un anno è mezzo suscita ancora dubbi e interrogativi. Il 26 aprile scorso, davanti al Pm Augusto Rio, rende una confessione piena.

Francesco Lo Presti ammette di avere assassinato Vanessa al culmine di una lite, prima strangolandola con il cavo del dvd e poi finendola con la candeggina. L'assassino racconta di avere sceso tre rampe ripidissime di scale con il corpo della convivente avvolto in un lenzuolo e di averla caricata nel portabagagli della sua auto. Il cadavere di Vanessa sarà poi gettato in un terrapieno ai margini della miniera di Pasquasia.

Ed è su questa ricostruzione che gli avvocati della famiglia Scialfa annunziano battaglia. Per i familiari della vittima l'imputato non avrebbe agito da solo, quantomeno nella fase dell'abbandono del corpo. Lo Presti è stato sottoposto a tre perizie neuro psichiatriche che avevano, in un primo momento, individuato in un'epilessia transitoria giovanile una possibile causa di black out, circostanza poi smentita dai periti del pm e del giudice.