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Rimpasto e polemiche

"Direzione del Pd è autogol
Gente stanca di questo teatrino"


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Il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli

Intervista a Fabrizio Ferrandelli. "La convocazione di lunedì è un autogol. Qualche dirigente usa gli organi di partito per i propri interessi personali. Crocetta? Ha aperto al rimpasto, ha chiesto al Pd di fare i nomi, ha convocato il vertice di maggioranza. Cosa avrebbe dovuto fare di più?".

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PALERMO - “La direzione di lunedì è un autogol. Sono stanco di questo teatrino. Il Pd la smetta, e inizi a pensare alle vere emergenze”. Fabrizio Ferrandelli ha appena ricevuto l’sms con la convocazione per lunedì. “Che senso ha? Visto che il giorno dopo è previsto un vertice di maggioranza?”.

Ce lo spieghi lei, onorevole. Che senso ha?
“A me sembra solo la sconfitta della politica. E un errore madornale”.

Perché pensa questo?
“E’ molto semplice: abbiamo fatto pochi giorni fa una riunione di gruppo. Eravamo tutti d’accordo sul fatto che l’azione di governo vada rilanciata su alcuni punti, dal lavoro alla Formazione. E quando il governo decide di convocare un incontro su questi temi noi che facciamo? Convochiamo una direzione…”.

Il segretario Lupo ha spiegato che da tempo attendeva notizie dal presidente Crocetta. E che la convocazione dei partiti è stata un po’ tardiva.
“Io penso invece che qualcuno all’interno del partito voglia trasformare questa direzione in una sorta di resa dei conti sull’unico tema che sembra interessare ad alcuni dirigenti: quello delle poltrone. Non è accettabile”.

Lei non avverte invece la necessità di un rimpasto?
“Per carità, non usiamo quella parola. ‘Rimpasto’ sa molto di prima repubblica. Noi la pensiamo sempre allo stesso modo: confrontiamoci sui temi più urgenti. Se poi c’è una sostituzione da fare, e c’è un giocatore migliore a disposizione, allora si può pensare a un avvicendamento”.

Quindi voi dell’area, diciamo così, dei “renziani” non siete contrari a un ritocco alla giunta…
“Il problema è che ogni decisione dovrebbe essere presa consultando la base, confrontandosi con i militanti. E invece, si va avanti con i caminetti, con gli incontri riservati a pochi. Anche questo è un errore”.

Insomma, secondo lei, questa del “rimpasto” è diventata quasi una questione personale tra alcuni dirigenti del Pd e Crocetta.
“Proprio così. Il gruppo aveva preteso un confronto al presidente. E Crocetta lo ha convocato per martedì. Non è esattamente quello che avevamo chiesto? La verità è un’altra…”.

E qual è?
“Che il segretario e altri big del partito pensano di potere usare la dirigenza del Pd a comando. Per giocarsi la propria personale partita. Sarebbe stato più logico, ad esempio, convocare la direzione il giorno dopo il vertice di maggioranza”.

Come pensa che si sbloccherà adesso questa situazione?
“A dire il vero, giusto per citare il recente film di Emma Dante, mi sembra che ci troviamo in via Castellana Bandiera. Un budello, insomma, sul quale arrivano due macchine. Che non potranno mai passare contemporaneamente. Serve che qualcuno faccia un passo avanti, o indietro, lasciando spazio all’altro. Altrimenti, si resta bloccati lì, finché uno dei due non ce la fa più”.

Uno stallo che lei teme possa prolungarsi ancora per molto…
“Io vorrei solo fare notare che andiamo avanti così da venticinque giorni. E adesso ho il voltastomaco”.

Eppure, anche il suo nome era finito tra quelli dei papabili nuovi assessori.
“Non sono affezionato alla poltrona. Non siamo interessati a soddisfare la nostra vanità. E non abbiamo, noi ‘renziani’, alcuna intenzione di partecipare a questo balletto. Come ‘area’ ci stiamo preparando a governare non solo un partito, ma anche l’Italia. Non possiamo certo impantanarci su questioni di piccolo cabotaggio come queste”.

Non mi dica che non sarebbe interessato a entrare in giunta…
“Guardi, noi oggi siamo maggioritari nel Pd. Se dovessi ragionare secondo il mio interesse personale, dovrei spingere per il rimpasto. Ma non mi interessa. Una cosa è certa: non voglio nemmeno essere usato dai dirigenti del mio partito per i loro interessi personali”.

Quindi la colpa è solo del Pd? E Crocetta? Il presidente in questa querelle non ha commesso alcun errore?
“Io ho sempre detto che la fragilità di questa esperienza di governo sta nello scarso dialogo, nella scarsa concertazione. Le decisioni, in passato, dovevano essere prese in maniera collegiale. Ma in questa fase…”.

In questa fase?
“Credo che in questi giorni non sia mancato l’impegno di Crocetta. Ha, di fatto, aperto al rimpasto. Ha anche chiesto al Pd di fare i nomi degli assessori che voleva sostituire e di quelli che voleva proporre. Ha convocato il vertice di maggioranza, così come avevamo chiesto. Cosa avrebbe dovuto fare ancora?”.

Troppo tardi, secondo Lupo.
“E allora andiamo avanti così, con questo spettacolo. Veda, io ho scelto, per la mia segreteria, un quartiere popolare. E ho scelto il piano terra. Sono vicino alla gente, che è stanca di queste chiacchiere. Anche molti militanti del Pd sono mortificati. Forse è ora di finirla davvero con questo teatrino”.