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INCHIESTE ANCORA IN CORSO

Extra-budget, inchieste e processi su 30 milioni


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La Procura regionale della Corte dei Conti indaga sulle integrazioni erogate fino 2010. La sentenza di oggi rischia di pesare sull'esito delle inchieste future. E per il 2007 politici e burocrati sono già sotto processo.

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PALERMO - Trenta milioni di euro. A tanto ammontano le spese extra budget pagate dalla Regione agli Enti di formazione professionale fra il 2007 e il 2010. Una montagna di soldi su cui la Procura regionale della Corte dei Conti ha aperto una mega inchiesta. Come dire, la sentenza sulle integrazioni erogate all'Anfe rischia di pesare sull'esito di indagini e processi futuri.

Sotto processo per un presunto danno erariale ci sono attualmente i politici e i burocrati che hanno gestito la formazione nel 2007. Tra i destinatari degli inviti a dedurre ci sono l'ex Governatore Raffaele Lombardo (l'ipotesi di danno erariale che gli viene contestata è di 224 mila euro), gli ex assessori al Lavoro, Santi Formica (386 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila) e Luigi Gentile (224 mila euro). Fra i burocrati: l'attuale segretario generale di Palazzo d'Orleans, Patrizia Monterosso (270 mila euro), l'ex capo dipartimento Alessandra Russo (386 mila euro) e l'ex dirigente del servizio gestione, Antonino Emanuele (265 mila euro).

Il processo di primo grado a loro carico è stato rinviato a dicembre. Le difese hanno chiesto tempo depositando i cosiddetti “mandati verdi”, per dimostrare che la Regione ha avviato il recupero delle somme oggetto del contendere. Che se rientrassero nelle casse regionali farebbero venire meno l'ipotesi di danno erariale. È ipotizzabile, però, che qualche ente decida di avviare una battaglia giudiziaria con l'amministrazione.

Non è una questione di secondo piano. In un passaggio della sentenza divenuto oggi definitiva il collegio sottolinea, infatti, “che l’opposizione notificata dall’Anfe avverso l’ingiunzione disposta dall’amministrazione comporta che il relativo titolo esecutivo non si sia consolidato per cui non si ritiene che possa produrre allo stato alcuna efficacia estintiva del danno contestato agli appellanti”. Gli imputati, sostanzialmente, avevano invocato l'assoluzione proprio in virtù della restituzione del milione e 742 mila richiesta all'Anfe. Il collegio ha sancito che non basta. Il danno erariale viene meno solo quando i soldi sono effettivamente rientrati.

A conti fatti, fra il caso Anfe e i soldi del 2007, siamo a circa 4 milioni e 300 mila euro di integrazioni. E cioè lontani dai trenta milioni sui cui finanza Procura regioanle hanno acceso i riflettori.