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IL PROGETTO

Interporto di Termini Imerese
Aggiudicato l'appalto


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Il rendering dell'interporto di Termini Imerese

Ad aggiudicarsi l'opera da 74 milioni un raggruppamento di imprese guidato dalla Tecnis spa di Catania: 14 milioni saranno privati, mentre il resto dell'investimento sarà coperto da fondi europei. La costruzione durerà due anni, ci sarà lavoro per un centinaio di persone. L'inaugurazione prevista per l'inizio del 2016. Albanese: "Rivoluzioneremo il trasporto in Sicilia".

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PALERMO - Dovrebbe essere pronto per l’inizio del 2016, anche se l’intenzione è quella di accorciare i tempi previsti inaugurarlo anche prima la grande opera: parliamo del nuovo interporto di Termini Imerese, il cui appalto è stato aggiudicato oggi a un raggruppamento di imprese guidato dalla Tecnis spa di Catania, azienda che opera in tutto il mondo e fra le più grandi del suo settore in Italia. Un progetto da 74 milioni di euro che permetterà di costruire un nuovo polo logistico capace di collegare il trasporto su gomma e quello su ferro a poco meno di mezz’ora dal porto di Termini.

“Si tratta di un’infrastruttura – sostiene il presidente di Sis, Società degli Interporti Siciliani, Alessandro Albanese - che rivoluzionerà il sistema dei trasporti di merci in Sicilia. Un punto di svolta per lo sviluppo economico non solo del polo industriale di Termini Imerese, ma di tutto il circuito della Sicilia occidentale”. Un progetto che, come spiega il sindaco Salvatore Burrafato, “darà lavoro a un centinaio di persone per due anni” e seguirà una tempistica ben precisa: “Fra un paio di mesi – spiega il responsabile unico del procedimento, Francesco Di Salvo - il raggruppamento di imprese potrà cominciare la progettazione definitiva e poi l’esecutiva. Entro giugno 2014 l’inizio dei lavori, che dovrebbero durare 18 mesi”.

L’interporto sarà un polo industriale al servizio delle imprese: permetterà di depositare le merci, effettuare piccole trasformazioni, spacchettare e impacchettare le merci oppure conservarle in celle frigorifere. Per esempio, se un’azienda avrà bisogno di scaricare un container di merce per poi fare diverse spedizioni in tutta Europa, anziché doversi dotare di magazzini e personale potrà utilizzare le strutture dell’interporto, abbattendo costi e tempi: una piccola rivoluzione per il sistema economico isolano, che farà il paio con l’interporto di Catania e rete con tutti gli altri porti siciliani. “Non si può immaginare un sistema di imprese che non abbia un’infrastruttura logistica che abbatta i costi - continua Albanese -. Una delle critiche mosse per esempio dalla Fiat era che portare merci qui costava il 10 per cento in più rispetto ad altre parti d’Italia: così finalmente ci metteremo al pari di altre realtà. E’ impensabile sperare che le imprese investano in Sicilia senza infrastrutture come questa”.

Ad aggiudicarsi l’appalto per la progettazione, realizzazione e gestione dell’opera un raggruppamento di imprese guidato da Tecnis spa e del quale fanno parte anche Cogip spa, Sintec spa e Notarimpresa spa. Secondo il progetto, 60 milioni circa sono destinati a coprire le spese relative ai lavori. Il resto dovrebbe comprendere i costi per gli espropri, le spese tecniche, gli imprevisti e le somme a disposizione. L’appalto, che comprende una quota di cofinanziamento privato che ammonta a 14 milioni, prevede la concessione per la costruzione e poi la gestione dell’interporto. La concessione, a partire dalla firma del contratto, avrà una durata di 25 anni, al termine dei quali tutto rientrerà alla Regione che rimane comunque proprietaria dell’interporto, incassando un canone da 411 mila euro l’anno. Arriva a un punto di svolta, così, un iter cominciato nel 2009 grazie a una delibera del Cipe e che ha dovuto superare anche le obiezioni dell’Europa che temeva un aiuto di Stato.

L’obiettivo a lungo termine, però, è quello di fare di Termini Imerese il porto industriale per eccellenza, spostando qui anche il traffico merci di Palermo che si dedicherebbe invece al trasporto di persone e al turismo. “Come Confindustria Palermo - dice Albanese, che è anche presidente degli industriali - presenteremo a breve due grandi progetti in project financing, uno dei quali riguarderà proprio il porto del capoluogo”.

Il progetto prevede che l’interporto, dotato di terminal ferroviario, si estenda tra il porto di Termini Imerese e il fiume Himera all’interno della cosiddetta terza fase dell’Area di Sviluppo Industriale: in questa ampia zona si svilupperanno i quattro poli dell’interporto. Ci sarà il Polo direzionale che ospiterà la sede degli uffici amministrativi e direzionali dell’interporto e le imprese principali che operano nel settore della logistica, una foresteria/motel e aree di ristorazione per gli autotrasportatori, oltre a parcheggi e aree di servizio. Il Polo direzionale sorgerà nell’area che ospitò il sogno industriale degli Enti Economici, e cioè al posto della ex Chimed. E ancora il Polo di stoccaggio, dove verranno raccolte le unità di carico in attesa del trasporto (stradale, ferroviario o marittimo) verso la destinazione finale; il Polo intermodale, sede del terminal ferroviario, sede dei servizi di scambio tra strada e rotaia, e il Polo logistico, l’area cioè destinata alle operazioni di raccolta, distribuzione e stoccaggio delle merci, composizione e scomposizione delle unità di carico e destinata comunque a tutte le altre eventuali operazioni e funzioni di tipo logistico. Per ogni polo sono state progettate reti mobilità (stradale, ferroviaria e movimentazione), reti idrauliche (impianto di adduzione acque, fognario per acque bianche, fognarioper acque nere e antincendio) reti elettromagnetiche (elettrica, video sorveglianza, informatica) e reti termomeccaniche (impianti di climatizzazione).

Rendering 1

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