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TEATRO BIONDO

L'allarme dei sindacati:
"Basta tagli, si investa"


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Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono un incontro immediato con i soci per salvare lo Stabile di Palermo.

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PALERMO - I sindacati del teatro Biondo chiedono un incontro immediato con i soci per salvare lo Stabile di Palermo, le cui condizioni sono sempre più critiche. In una nota firmata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl le organizzazioni, al termine di un’assemblea dei lavoratori, hanno avanzato la richiesta di un vertice per porre rimedio a una inattività in salvaguardia dell’ente definita “delittuosa”.

“ Si registra - scrivono Maurizio Rosso, Michele De Luca, Benito Carollo e Antonio Ficarra - una troppo superficiale e disinteressata direttiva di intervento dettata dai doci, che senza entrare nel merito della progettazione, programmazione e riorganizzazione del Teatro, impartiscono direttive che mirano esclusivamente al taglio degli emolumenti per i dipendenti. Dalla riorganizzazione del personale, dall’internalizzazione di alcuni servizi (sicurezza, vigilanza, portineria, maschere, botteghino, varie consulenze amministrative,…), dalla messa in rete del Teatro (botteghino, archivio, biblioteca) e dall’interscambio di sinergie con altri Enti Teatrali presenti nel territorio, siamo convinti si possano generare importanti risorse finanziarie. La soluzione non è tagliare, bensì crederci ed investire. Crederci, come ci credono i lavoratori che sono pronti a scommettere e ad investire sul futuro del Teatro Biondo, nonostante abbiano Loro stessi in questi mesi, a causa dei fortissimi ritardi nel pagamento degli stipendi dovuti, accumulato una forte esposizione debitoria nei confronti degli istituti bancari”.

Un grido d’allarme che si fa via via sempre più forte, in vista soprattutto della prossima stagione ormai alle porte. “L’incertezza dei finanziamenti da parte delle istituzioni - continuano i sindacati - la mancanza di un piano marketing, l’incertezza nei tempi di programmazione e l’impossibilità di determinare i periodi di produzione, portano Artisti di fama Internazionale a rinunciare all’inserimento nel cartellone del Teatro Biondo. Questa è una grave mortificazione per i cittadini di questa città”.