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IL CASO

Orlando contro Bevilacqua
Continua la guerra del porto


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Il consiglio comunale dovrebbe approvare questo pomeriggio due delibere per far decadere il ricorso al Tar dell'Autorità portuale sul piano regolatore e modificare l'intesa del 2011, rimettendo le mani su porticcioli, Castello a mare e Foro italico. Una corsa contro il tempo per fermare il Consiglio superiore dei lavori pubblici.


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PALERMO - Palazzo delle Aquile preme sull’acceleratore e si prepara, questo pomeriggio, ad approvare due delibere che segnano una nuova puntata di quella che ormai in tanti definiscono la “guerra del porto”. Uno scontro a distanza fatto di delibere, revoche, ricorsi al Tar e comunicati stampa tra l’amministrazione guidata da Leoluca Orlando e l’Autorità portuale di Antonino Bevilacqua che, proprio oggi, vede scadere il suo incarico di commissario alla guida dell’ente.

Alle 17 Sala delle Lapidi voterà infatti due delibere di “peso”: con la prima revocherà la revoca dello scorso maggio sull’intesa al piano regolatore del porto, annullando il ricorso alla giustizia amministrativa di Bevilacqua che pure si era visto accordare la sospensiva e il cui giudizio di merito è atteso per ottobre; con la seconda invece si modifica la delibera del novembre del 2011 ridisegnando il perimetro dell’area affidata all’Autorità portuale, togliendo in pratica al controllo dell’ente guidato da Bevilacqua i porticcioli turistici dell’Arenella, di Sant’Erasmo e Acquasanta, oltre al Castello a mare e al Foro italico. Un piano che, se dovesse concretizzarsi, finirebbe col mettere in difficoltà il Consiglio superiore dei Lavori pubblici che, da qui a brevissimo (forse già venerdì), dovrebbe dare il suo benestare definitivo al progetto (la votazione fissata per il 21 giugno era stata rinviata) ma che, in caso di marcia indietro di piazza Pretoria, potrebbe decidere di prendere altro tempo costringendo gli attori di questa vicenda a dover trovare un nuovo accordo.

“Il Comune ha iniziato una nuova stagione di pianificazione del territorio - spiega Pierpaolo La Commare, componente della commissione Urbanistica - con il Piano regolatore, il Piano urbano del traffico, il Piano per il demanio marittimo. Serve quindi un’unica cabina di regia, che altri non può essere che il Comune, anche per riconvertire alcune aree strategiche oggi di competenza dell’Autorità portuale. E il tutto nell’interesse della città”.

La storia non è di certo nuova, ma si trascina da più di dieci anni: la giunta Cammarata, pur avendo vinto un ricorso presentato dall’Orlando sindaco negli anni Novanta, decise ugualmente di consegnare i porticcioli all’Autorità portuale (porticcioli che secondo il Professore valgono investimenti per 90 milioni) e il “nuovo” Orlando, al suo insediamento, aveva annunciato battaglia per riprenderseli con le buone o con le cattive. Una strategia che spinse il vecchio consiglio comunale (a maggio 2012 ancora in carica) a revocare l’intesa e che ebbe come conseguenza il ricorso al Tar.

Ma due giorni fa gli emissari del Comune hanno ricevuto la notizia dell’imminenza della decisione del Consiglio superiore, così che a Palazzo delle Aquile hanno deciso di accelerare i tempi portando, a sorpresa, le delibere in consiglio già oggi: uno sgambetto annunciato nei confronti di Bevilacqua che arriva nel giorno in cui scade il suo commissariamento . Atto finale di una guerra destinata a continuare.