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La polemica

Cracolici: "Per Crocetta
sono un modello"


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Dopo le critiche del governatore, la replica del dirigente Pd: "Non consento a Crocetta di fare allusioni sul mio conto: la mia moralità pubblica e privata può solo essere modello di vita per lui e per i suoi sodali".

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Antonello Cracolici
PALERMO - La classica benzina sul fuoco. Le parole di Rosario Crocetta, in occasione del Megaforum di Catania, non faranno che incendiare le ore che accompagneranno il Partito democratico verso la direzione di lunedì. Un'occasione nella quale si potrebbe consumare – e stavolta i presupposti ci sono tutti – lo “strappo” tra il partito e il governatore.

Intanto, la prima reazione è quella di Antonello Cracolici, chiamato in causa da Crocetta come uno degli assessori “improponibili” che il Pd avrebbe proposto al governatore.

“Non consento a Crocetta – la replica dell'ex capogruppo dei democratici - di fare allusioni sul mio conto: la mia moralità pubblica e privata può solo essere modello di vita per lui e per i suoi sodali. Per quel che riguarda le valutazioni politiche sul suo governo e sui risultati raggiunti – aggiunge Cracolici - dirò la mia alla direzione del PD, convocata lunedì”.

Secco anche Mirello Crisafulli: "Bellomo assessore? E chi lo avrebbe proposto a Crocetta? Si tratta dell'ennesima sparata del governatore. Nessuno ha mai avanzato quel nome". Quindi, sull'attacco ai dirigenti del Pd, "rei", secondo Crocetta, di voler rappresentare l'intero partito, Crisafulli è altrettanto netto: "Che a lui piaccia o meno, noi siamo il partito. E lo siamo con maggior diritto di quanto lo sia lui. Per un semplice motivo: noi lavoriamo per il Pd, lui lavora per il Megafono".