Live Sicilia

L'analisi

La questione morale
manda in frantumi il Pd


Articolo letto 4.892 volte
a cracolici, crocetta, lumi, pd, Politica

"Ho protetto il Pd dagli scandali", ha tuonato Crocetta. "Posso darti lezione di morale" ha replicato Cracolici. Dalle lacerazioni sul sostegno all'ex governatore, alle recenti polemiche sul rimpasto. Tra i democratici è sempre una guerra tra "buoni e cattivi".

VOTA
2.2/5
5 voti

PALERMO - Bellomo fa rima con Lombardo. Nell'alfabeto folle del Pd siciliano, Bellomo fa rima con Rinaldi, con Vitrano. Fa rima con Cracolici e con Lumia. Tutti dentro. A torto o a ragione. A battere il tempo sull'unico ritmo consentito: quello scandito dalla polemica sulla cosiddetta questione morale. Che pare diventata l'unica questione per il Pd. Il suo verme solitario, in un certo senso. In grado di deperire, lacerare, indebolire un partito che ancora una volta si scopre dilaniato.

Bellomo, come Lombardo. Ieri, come l'altro ieri. Il Pd è sempre lì, a calibrare le dichiarazioni e i comunicati sulla base delle posizioni giudiziarie di questo, o di quello. “Volevano che mettessi in giunta Bellomo e Rinaldi”, dice Crocetta alla festa del Megafono. E già che c'è, mette dentro pure Cocilovo e Cracolici. “Posso darti lezioni di morale”, ha ribatutto l'ex capogruppo. La morale. L'etica. La politica, al momento, è tutta qui.

E del resto, Cracolici sulla questione morale ha già dato. Non personalmente, per carità. Il deputato non è mai stato sfiorato da ombre né da indagini. Ma fu, negli anni scorsi, uno dei più strenui difensori dell'accordo tra il Pd e Raffaele Lombardo. Un'intesa utile, nella mente dei dirigenti democratici, a “scardinare” il potere, antico e nuovo allo stesso tempo, del centrodestra siciliano. Ma che ha trascinato il partito anche in quel caso sulla via delle divisioni. Con direzioni regionali infuocate. “Via dal governo Lombardo” chiedevano in tanti. Via dal governo del presidente indagato per mafia. E anche allora, la questione morale veniva brandita come clava.

Ma al fianco di Cracolici, in quei giorni, era anche un altro leader del Pd. In tanti ricordano una scena, durante una direzione dei democratici, fortemente segnata dalle divisioni sul sostegno al governatore di Grammichele. E ironia della sorte, il “teatro” è lo stesso che ospiterà la direzione di lunedì prossimo. La sala dell'hotel San Paolo divisa plasticamente in due. E dietro un separè, ecco, insieme a Cracolici, anche Beppe Lumia. Avevano chiesto la sfiducia del segretario Lupo. Ma sono mancati i numeri.

In quei giorni, il presidente del Pd Rosy Bindi bacchettava il partito siciliano: “'Questo gruppo di deputati regionali che sostiene Lombardo è fuori dalla linea del partito nazionale e regionale”. Chi replicò in quell'occasione? Eccoli insieme, Cracolici e Lumia: “Indietro non si torna: per noi – commentarono nei giorni in cui si parlava di un ingresso 'formale' del Pd in giunta ' - governo politico non vuol dire occupare posizioni di potere nella giunta di governo, ma riformare, innovare, spazzare via il vecchio sistema”.

Sono passati due anni. E il Pd è sempre lì. Le parole sono più o meno le stesse. Come i nodi da sciogliere. C'è qualcun altro a parlare di un “vecchio sistema da spazzare via”. Lo stesso sistema nel quale in tanti, tra i più stretti alleati di Crocetta, come abbiamo visto, avevano aderito, col quale avevano flirtato. Quel presidente della Regione adesso è sotto processo per mafia. E per lui hanno chiesto dieci anni di carcere. Ma la questione morale è sostenuta spesso da una memoria corta, cortissima.

Così, mentre il governatore spara a zero sul recente passato: “E' impensabile costruire un nuovo presente senza demolire tutto ciò che ci trasciniamo dietro dal passato”, ecco che dimentica qualcosa per strada. Dimentica, ad esempio, che tra i più auterovoli alleati, o tra i componenti della sua maggioranza, oggi, figurino i due ultimi “bracci destri” politici del governatore indagato per mafia (Leanza e Pistorio), il suo ex capo di gabinetto (Silvia), il suo ex Segretario generale (Monterosso), una sfilza di deputati eletti con l'Mpa o molto vicini in passato a quell'area (Picciolo, Ruggirello, Lentini, Savona). Senza contare altri importanti esponenti di quel passato: gli ex assessori del “Lombardo di centrodestra” Titti Bufardeci, Michele Cimino e Pippo Gianni. La questione morale, in questo caso non c'entra.

La questione morale, come detto, è un'altra cosa. E non mette uno contro l'altro il Pd e il centrodestra. Ma il Pd contro se stesso. Ancora una volta, ma in modo diverso. "Il Pd - ha detto Crocetta - lo difendo meglio io di certi dirigenti. Posso dire che l'ho protetto dagli scandali”.

Perché nel frattempo, il Pd ha passato i tormenti del caso Vitrano. Ma soprattutto ha eletto il governatore della “rivoluzione” grazie ai voti, anche, di Franco Rinaldi, Francantonio Genovese (coinvolti negli scandali sulla Formazione), di Francesco Riggio. Voti provenienti da quel mondo della Formazione finito al centro dell'ultima denuncia e vero 'pallino' del governatore: “Si ricordi – lo ammoniva però Lupo qualche giorno fa - che sono stati molti i lavoratori della formazione professionale, che ora tende a criminalizzare, che hanno votato per lui. Non può pensare pertanto che i suoi voti profumino mentre quelli di altri puzzino, perché sono espressi dagli stessi elettori”.

Ma il presidente va avanti. Brandendo la “questione morale” per ricalibrare il peso nel partito. Mentre lo stesso partito si faceva del male da solo, lanciando le primarie per il parlamento nazionale, e poi escludere alcuni tra i politici più votati come Nino Papania e Mirello Crisafulli. “Impresentabili”. Siamo sempre lì. I buoni e i cattivi. Il confine è sempre lo stesso, nel partito, afflitto negli ultimi due anni da una sequela di scandali, che è impossibile spazzare via come cenere sotto il tappeto. E il confine fa rima con Bellomo e con Lombardo. Con Lumia e con Cracolici. Con Crocetta e Rinaldi. Fa rima con questione morale. Il verme solitario che adesso rischia di “mangiarsi” il Pd. Sotto il segno di una rivoluzione dalla memoria un po' corta.