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Spending review, prima seduta
dopo l'addio di Cracolici


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PALERMO - Riunita per la prima volta dopo le dimissioni del presidente Antonello Cracolici, la commissione per la Spending review si sta rimettendo a lavoro. Stavolta sotto lo stretto controllo del presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone, che vigilerà sulla buona riuscita della legge. Che, come prima cosa, deve contenere la norma sulla riduzione delle indennità parlamentari. Le opposizioni di alcuni deputati sorte sul tema degli ‘stipendi’ degli onorevoli, infatti, non riguardano l’aspetto meramente economico della questione. Almeno per come la raccontano i deputati. Spiegano, infatti, che il problema sta tutto nella salvaguardia dello Statuto regionale, che da più di cinquant’anni ‘lega’ il parlamento regionale al Senato. Per questo le retribuzioni dei deputati sono equiparate a quelle dei parlamentari nazionali, e per questo, “un problema di prestigio dell’istituzione”, alcuni dei componenti della commissione che dovrebbe stilare una legge per il recepimento del decreto Monti, non vogliono cedere sulla questione. I deputati si sono detti, quindi, sì disposti ad una riduzione delle indennità che le porti ai limiti previsti dal decreto nazionale (11 mila euro lordi al mese), ma contrari a cancellare la legge del 1965 che fa dell’Assemblea regionale un Senato in salsa siciliana. Cracolici, invece, aveva più volte sostenuto che il ‘modello’ da seguire era quello dei Consigli regionali del resto d’Italia: restare ‘collegati’ al Senato, infatti, farebbe anche in modo che, una volta superato il periodo di crisi che richiede una revisione delle spese di Palazzo, le indennità parlamentari possano lievitare nuovamente.

Nella seduta della commissione di oggi si è parlato anche di questo. E il presidente Ardizzone, che ha coordinato i lavori, ha ascoltato tutti i componenti, arrivando alla conclusione che sì: c’è una volontà comune a portare in aula il disegno di legge sui tagli. “Almeno a parole”, ha commentato il grillino Francesco Cappello, vicepresidente della commissione. Ma il presidente Ars ha tagliato corto: “E’ una questione di lana caprina. Il decreto Monti fissa dei parametri, e a quelli arriveremo”. Punto.

Fissati i paletti, quindi, la commissione è stata rimandata a venerdì prossimo causa assenza di molti dei componenti, impegnati in questioni di partito. I deputati del Pd, per esempio, sono a Roma per l’assemblea nazionale. Ma venerdì prossimo la commissione tornerà a riunirsi, e sarà il momento di eleggere il sostituto di Cracolici. Che, a quanto si dice, potrebbe essere (ma per adesso sono solo voci di corridoio) uno dei favorevoli a mantenere intatta la legge del ‘65: il deputato Udc Girolamo Turano.