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La replica

Acierno: "Mai utilizzato soldi
della Fondazione Federico II"


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Riportiamo integralmente le parole dell'ex deputato regionale e nazionale Alberto Acierno che con una lettera ha risposto alla nostra redazione.

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acierno, Fondazione Federico II, soldi
Alberto Acierno
PALERMO -  Riportiamo integralmente la replica all'nostro articolo del 20 settembre da parte di Alberto Acierno:

"Egregio Direttore, in riferimento all'articolo che mi riguarda, vorrei precisarle alcune cose:

- La sentenza di cassazione a sezioni unite del 6 giugno 2013, sancisce in modo inequivocabile che la Corte dei Conti di Palermo non aveva competenza nella vicenda in quanto LA FONDAZIONE FEDERICO II E' UN ENTE PRIVATO E DURANTE LA MIA GESTIONE NON HA RICEVUTO SOTTO ALCUNA FORMA DENARO PUBBLICO. Credo, che una seria informazione, alla luce dell'annullamento di tutti e 2 i giudizi della Corte dei Conti, avrebbe dovuto, innanzitutto, chiarire che mai io mi sono appropriato di soldi dei contribuenti.

- avrebbe, inoltre, dovuto rappresentare che per tale grave errore giudiziario, io sono stato arrestato, cosa che , sempre alla luce di questa sentenza, non avrebbero potuto fare, visto che in assenza di denaro pubblico, non mi potevano accusare dell'odioso reato di peculato, per il quale è previsto la possibilità della carcerazione preventiva.

- In ultimo, la Cassazione, contrariamente a quanto da Lei riportato nell'articolo, in nessun passaggio della sentenza, conferma che io abbia utilizzato soldi della FONDAZIONE per uso personale.

Io sono stanco di vedere la mia persona dileggiata nel vostro sito, per la frammentaria informazione che continuate a dare a questa vicenda, vicenda della quale, mi creda, io non vado fiero e per la quale continuerò a lottare sino al giorno in cui, sono certo, dimostrerò a mia moglie ed ai miei figli, che io non ho mai commesso quanto oggi voi mi addebitate.

Con l'augurio che la sua testata, abbia in futuro maggiore riguardo e serietà nel trattare questa mia vicenda, le porgo i miei più distinti saluti.

P.S. Chi scrive nei commenti che sono un latitante vi rende, forse complici di diffamazione a mezzo stampa, sarebbe, forse opportuna una migliore censura da parte di chi dovrebbe essere preposto al controllo dei commenti".

Alberto Acierno.