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La crisi colpisce pure Bucalo
In mobilità 25 dipendenti


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L'azienda: "Ad oggi non c’è alcuna alternativa alla procedura di mobilità e probabilmente nel prossimi mesi chiuderanno i battenti molti punti vendita a marchio Bucalo. Le perdite del gruppo previste per la fine del 2013 sono di circa 4 milioni di euro".

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PALERMO - La crisi colpisce un altro marchio storico del commercio siciliano. Bucalo, una delle aziende di abbigliamento più prestigiose di Palermo ha avviato la procedura di mobilità per 25 dipendenti. La società, a causa della crisi economica e della perdita di fatturato nel corso del 2012, ha annunciato il licenziamento di 25 lavoratori, 20 addetti alle vendite e 5 del settore amministrativo-contabile, tutti con contratto a tempo indeterminato. Il provvedimento non riguarda un solo punto vendita ma tutta la rete commerciale: via Libertà, via Leonardo Da Vinci, via Ugo la Malfa, corso Calatafimi, viale Strasburgo  e il punto vendita Miss Sixty in via Roma.

Quando aprì il primo negozio, Bucalo era sinonimo di camice, oggi è tra i brand siciliani più internazionalizzati nel settore dell’abbigliamento, con interessi nell’est Europa. In pochi anni i tre fratelli Carmelo, Piero e Giovanni hanno ampliato il loro business creando un network che vanta 3.200 addetti, con 70 punti vendita Bucalo in Italia, 36 in Sicilia. Con l’acquisto nel 2007 di cinque negozi ‘Miraglia’, i marchi sotto il controllo del network hanno raggiunto quota 75. Nella holding industrie ‘Bucalo’ confluiscono i marchi Bucalo Facis, Mediconf, Neck&Neck. I fratelli Bucalo amministrano anche la Gifrab spa, società titolare del marchio di abbigliamento Bucalo e del brand Facis, rilevato nel 2001. E’ stata la Facis spa, che chiuse il 2006 con un fatturato di 38 milioni di euro, ad acquisire all’asta nel 2007 per 3 milioni 450 mila euro i tre negozi di Palermo in via Libertà, viale Strasburgo e Corso Calatafimi, assieme a quelli di Modica e di Messina, in via Garibaldi dal fallimento del gruppo Miraglia.

“Siamo molto dispiaciuti per quanto sta accadendo non soltanto a Palermo ma in tutta la Regione. La crisi non risparmia nessuno, anche i leader del commercio palermitano – dichiara Marianna Flauto, segretario generale Uilctus Uil Sicilia-. Bisogna però precisare che esistono vari modi per tutelare i lavoratori. Quindi noi della Uilctus, in rappresentanza dei dipendenti, vogliamo visionare i bilanci, i piani degli organici sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Non firmeremo alcun accordo di licenziamento collettivo, per abbassare il costo del lavoro esistono altre leve”.

“Ci troviamo in una situazione purtroppo non transitoria – dichiara a LiveSicilia Francesco Ioppolo, consulente del lavoro Gifrab Italia Spa (Bucalo) -. Ad oggi non c’è alcuna alternativa alla procedura di mobilità e probabilmente nel prossimi mesi chiuderanno i battenti molti punti vendita a marchio Bucalo. Le perdite sui ricavi del gruppo previste per la fine del 2013 – continua Ioppolo – sono di circa 4 milioni di euro. Un buco enorme che non lascia alla società altra scelta. Già lo scorso anno era stata avviata la procedura di mobilità per sette dipendenti, oggi per altri 25. Siamo molto dispiaciuti ma è inevitabile. I consumi si sono ridimensionati, la gente non compra più. I sindacati contestano l’avvio delle procedure di mobilità, ma non possiamo mettere in cassa integrazione i lavoratori. Gli ammortizzatori sociali, infatti, sono previsti quando le aziende hanno una qualche prospettiva di ripresa. Non è così per Bucalo, non c’è alcuna possibilità di ripresa”.