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CONVEGNO A PALAZZO DELLE AQUILE

Affidamento dei minori
Cusumano: "Agevolare l'iter"


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Focus a Palazzo delle Aquile sull’affido a Palermo dal titolo “Per il diritto di ogni bambino a una famiglia”.

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PALERMO – Con un focus a Palazzo delle Aquile sull’affido a Palermo dal titolo “Per il diritto di ogni bambino a una famiglia”, realizzato con il patrocinio del Comune di Palermo rappresentato dall’assessore alle Attività sociali, Agnese Ciulla, dai consiglieri comunali Giulio Cusumano, che ha fatto da moderatore, e Rita Vinci, l’Afap, Associazione famiglie affidatarie, ha acceso i riflettori sull’affido familiare, disciplinato dalle leggi 184/83 e 149/01, un aiuto per minori, italiani o stranieri, d’età da 0 a 18 anni, “temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo” per gravi problemi sanitari dei genitori, situazioni di abbandono o maltrattamento. La Sicilia è fanalino di coda in materia di affido, il rimborso mensile per le famiglie affidatarie di Palermo è di un terzo rispetto a quello erogato dagli altri Comuni d’Italia e nel capoluogo isolano i 250 euro mensili – che spetterebbero alle famiglie che accolgono un bambino in difficoltà - arrivano a singhiozzo. Di recente, grazie alla proposta del consigliere Giulio Cusumano, l’Afap ha ottenuto che la prima commissione Affari Generali e Organizzazione Amministrativa del Comune di Palermo approvasse l’esenzione in percentuale sulla quota Tares del bambino in affidamento residenziale presso una famiglia affidataria, unico caso in tutta Italia. “È necessario – ha spiegato Cusumano - agevolare le procedure, nei casi di affidamento familiare, prevedendo la stipula di accordi con il Tribunale dei minori e il Centro affidi perché vi sia chiarezza e maggiore trasparenza. È fondamentale incentivare l’affido dei minori della fascia 0-3 anni per evitare la loro permanenza nelle case famiglie. Dobbiamo lottare contro lo scandalo dei milioni di contributi alle case famiglie agevolando l'affido: i bambini ospiti delle case famiglia di Palermo costano alle casse comunali – e, quindi, ai cittadini - 14 milioni di euro ogni anno. È inconcepibile che ogni singolo bambino in comunità costi alle casse dell’amministrazione comunale 2.500 euro al mese, a fronte di un contributo di soli 250 euro mensili erogati ad ogni famiglia affidataria. Il problema non è soltanto trovare famiglie aperte alla cultura dell’affido, ma anche mantenere vivo in loro il desiderio di continuare questo percorso perché le formalità burocratiche non diventino uno ostacolo insormontabile per questo meraviglioso progetto”.