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Blitz "baracche"

Gela come Scampia
Un quartiere crocevia della droga


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La conferenza stampa convocata negli uffici della polizia (foto Cassisi)

Nove arresti eseguiti dalla polizia nella cittadina nissena. Nella gang, che spacciava hashish e cocaina, anche due minorenni. Guarda il video che inchioda gli spacciatori.

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GELA (CALTANISSETTA) - Gela come a Scampia. Le vie Torquato Tasso e Ludovico Ariosto, nel quartiere Baracche della cittadina nissena che ha dato il nome all'operazione antidroga, erano diventate un bunker dove 14 gelesi confezionavano e spacciavano droga. Hashish e cocaina erano le sostanze stupefacenti che la banda sgominata questa notte trafficava intensamente.

Questi i nomi dei 14 destinatari dei provvedimenti restrittivi. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse nei confronti di Salvatore Nocera, sorvegliato speciale di 25 anni; Marco Gioberti, 26; Antonino Raitano, 23 anni; Giovanni Alessio Balbi, 23. Arresti domiciliari per Giuseppe Iapichello, 22 anni; Antonio Emanuele Tandurella e Liborio Scudera, entrambi di 24 anni; Antonio Herbert Di Bella, 33 anni; C. S. minorenne di 17 anni. Obbligo di firma per M.S., 17 anni; Ivan Vincenzo Di Bella, 29 anni; Salvatore Tiziano Giovanni Fava di 19 anni; Baldassarre Nicosia di 30 anni ed Ivan Angelo Casciana di 24 anni. Tutti devono rispondere del reato di spaccio di sostanza stupefacente.

L’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, tra l’ottobre 2011 e il marzo del 2012, ha consentito agli inquirenti di accertare che il civico 39 di un intero edificio di quattro piani e il piano terra del civico 46, in via Torquato Tasso, erano il quartier generale dello spaccio. I locali utilizzati da Salvatore Nocera, considerato il pilastro dell'organizzazione, venivano utilizzati per la custodia e la suddivisione in dosi di sostanza stupefacente. Una compravendita fitta e continuativa quella che si svolgeva in via Tasso, tenuta sott'occhio da giovani che in sella ad un ciclomotore sorvegliavano le vie d'accesso e davano l'allarme in caso di arrivo di pattuglie.

Una zona controllata dove gli agenti sono riusciti ad infiltrarsi servendosi di micro telecamere, tramite cui sono stati appurati circa 196 episodi di compravendita di droga. Un'attività assidua che gli inquirenti non escludono fosse portata avanti per finanziare le famiglie dei mafiosi detenuti. Lo spaccio si estendeva anche nei quartieri Macchitella e Caposoprano. A gestirlo era Giovanni Alessio Balbi che si occupava in modo particolare di far circolare cocaina, di cui si riforniva dai fratelli Di Bella e che confezionava in singole dosi in un appartamento disabitato di proprietà della zia, al primo piano di un edificio di via Cherubini, nel centro storico della città.

Sono ancora in corso indagini per accertare la provenienza della droga, che Nocera e Gioberto acquistavano e rimettevano nel mercato. Nel corso dell’attività investigativa, durata oltre quattro mesi, sono stati sequestrati circa un chilo di hashish e quindici grammi di cocaina e arrestati anche tre giovani perché trovati in possesso di stupefacente. Dodici invece quelli segnalati alla prefettura per consumo di stupefacente: avevano appena acquistato in dosi dal gruppo criminale. Baldassarre Nicosia dovrà anche rispondere di favoreggiamento personale perché sorpreso mentre aiutava alcuni degli arrestati ad eludere e sviare le attività d'indagine disposte dalla Procura.