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FILIPPO OCCHIPINTI

La maggioranza perde pezzi
"Idv passa all'opposizione"


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Il capogruppo di Idv spara a zero sull'amministrazione: "Giambrone alla Gesap? Nessuna meritocrazia. La giunta ha deluso, ecco chi sono gli assessori che dovrebbero dimettersi. Noi da oggi siamo all'opposizione".

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PALERMO - La maggioranza orlandiana a Sala delle Lapidi perde ancora pezzi e scende a quota 26: dopo gli abbandoni di Giorgio Calì (approdato al Centro democratico) e di Loris Sanlorenzo (passato al Pd), questa volta tocca agli unici due consiglieri di Idv rimasti: Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti. “Da oggi non facciamo più parte di questa maggioranza - annuncia il capogruppo Occhipinti - Orlando non sa cosa sia il dialogo. Voteremo solo gli atti contenuti nel programma elettorale e sulla Tares siamo pronti a dare battaglia”.

Consigliere, da oggi siete quindi ufficialmente fuori dalla maggioranza?
“Noi ci ritenevamo parte integrante della maggioranza, abbiamo sostenuto sin qui il sindaco Orlando anche dopo che ha lasciato Idv fondando, insieme a 27 consiglieri, il Mov139, ma nei fatti nessuno ci ha più considerato parte della maggioranza in Aula. Non siamo mai stati coinvolti nei lavori, non abbiamo nemmeno potuto dialogare con il primo cittadino: abbiamo chiesto per ben due volte un appuntamento al sindaco ricevendo solo rinvii. A questo punto tocca a lui convocarci, visto che ha parlato con tutti i gruppi meno che con noi”.

La maggioranza così si assottiglia pericolosamente…
“Noi ci iscriviamo al partito di Palermo, ma a quello dei cittadini e non a quello del sindaco. Valuteremo gli atti dell’amministrazione volta per volta e saremo fedeli al programma elettorale sottoscritto da Idv ma senza andare oltre. Non siamo stati certo noi a venire meno ai patti”.

E oggi avete avuto la prima prova da forza d’opposizione partecipando, insieme alle altre minoranze, al vertice sulla Tares…
“Certo, abbiamo partecipato a quell’incontro anche se non sposiamo la linea di tutti gli altri partiti, ma almeno lì è possibile un dialogo. Noi chiediamo con forza al sindaco di tornare a privilegiare un dialogo con il centrosinistra, come accade nel resto d’Italia: Idv, qui come altrove, ha optato per un asse con il Pd e tutte le altre forze riformiste del centrosinistra. E’ Orlando ad aver cambiato idea, preferendo dialogare con le destre”.

Cosa non vi ha convinto dell’operato del sindaco?
“Le elezioni sono state più di un anno fa e ancora questa amministrazione non riesce a dare risposte ai cittadini. D’accordo, ci sono innegabili difficoltà, ma questo non può giustificare l’assenza di risultati concreti. Oggi la città sembra in continuità con le precedenti amministrazioni: tranne che per qualcosa, non si coglie la differenza”.

Siete delusi da Orlando?
“No, non siamo delusi dal sindaco ma dalla sua giunta che non si è dimostrata all’altezza: per carità, sono tutte persone per bene ma politicamente, e da un punto di vista organizzativo, insufficienti. Penso a Giuseppe Barbera, a Marco Di Marco ma anche ad Agata Bazzi: dopo il crollo di via Maqueda, al suo posto mi sarei dimesso. E non dimentichiamoci del vicesindaco, Cesare Lapiana: sulle partecipate abbiamo assistito a un percorso confuso e non unitario. La prossima azienda ad avere problemi sarà l’Amat”.

Stiamo all’attualità, ovvero alla Tares. Come voterete?
“La Tares è una tassa iniqua che colpisce tutti indistintamente, per cui stiamo cercando di fare alcuni aggiustamenti: abbiamo presentato emendamenti per lenire un impianto di base sbagliato per venire incontro alle famiglie numerose, a chi adotta un randagio, alle imprese. E se le nostre richieste non verranno accolte, siamo pronti anche a votare contro”.

Ieri il suo compagno di partito, Paolo Caracausi, in Aula ha attaccato anche la nomina di Fabio Giambrone a presidente della Gesap…
“Questa è l’incoerenza di alcuni comportamenti di Orlando: si parlava tanto di meritocrazia, ma poi si scelgono sempre i fedelissimi. E su Gesap stiamo preparando numerose interrogazioni, non ci convince né la gestione passata né la nuova, che sembra in continuità con chi l’ha preceduta”.

Secondo lei Orlando non vi ascolta perché siete rimasti in Idv?
“E’ questa la vera causa per cui non riusciamo a dialogare col sindaco. Siamo ignorati per essere rimasti a sostenere un partito che sta provando a tornare sulla scena politica, siamo ignorati per aver scelto e pensato con la nostra testa. Un comportamento che non è degno di Orlando, che invece ha spinto gli altri consiglieri di aderire al Mov139, un partito che non esiste. Si parla già di Renzi e Pd, il Mov139 è quasi scomparso. E’ rimasto solo un cartello sulla porta del gruppo consiliare”.

Tornando indietro, c’è qualche atto che non votereste?
“Su Amia e Gesap saremmo stati assai più critici, per l’Amia avevamo ipotizzato un percorso diverso. Ma il dialogo non fa per Orlando”.