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LA LETTERA DI UNO DEI PAPA'

"Asilo nido Aquilone, disparità
nell'ammissione dei bambini"


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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno dei papà dei bambini rimasti fuori da uno degli asili nido comunali.

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PALERMO - "I posti effettivi sono 40. Doveva chiudere per ristrutturazione ma ha regolarmente aperto, senza una comunicazione ufficiale. Non erano previste domande d’iscrizione ma dopo la pubblicazione delle prime graduatorie, la capacità ricettiva provvisoria dell’Aquilone è curiosamente aumentata da 20 a 22 utenti.

Tra oggi e domani l’elenco dei bimbi ammessi sarà completato ma il Comune deciderà chi chiamare senza tener conto della posizione in graduatoria dei più piccoli". A dichiararlo è Alessandro Arcobasso, padre di uno degli esclusi, che ha scritto una nota alla nostra redazione circa l'asilo nido di via Aquilone. «L’ho appreso dalla dirigente del servizio Asili Nido, dopo l’invio di una lettera al Sindaco e agli assessori competenti, e una funzionaria mi ha comunicato che si tratta di “disposizioni dall’alto”. L’esclusione dei lattanti e dei semidivezzi in posizione utile costituirebbe una disparità di trattamento, per non dire il mancato rispetto delle priorità stabilite dalla Delibera del Consiglio Comunale n.15 del 11/02/2009. In pratica, il Comune ha deciso di non rispettare il tradizionale equilibrio tra lattanti, semidivezzi e divezzi, riscontrabile nelle graduatorie di tutti gli asili della città, aprendo le porte del nido Aquilone solo ai bambini di tre anni. Peraltro, trascurando il fatto che, nei prossimi giorni, questi ultimi potrebbero essere accolti dalle scuole dell’infanzia. Sempre se i genitori sono stati previdenti.

Paradossalmente, i figli di coloro che hanno un reddito alto e occupano una posizione bassa in graduatoria, potrebbero avere la precedenza. I funzionari stanno attingendo alla graduatoria del Tom & Jerry perché, per specifica previsione del Comune, possono usufruire del servizio i figli di coloro che «risiedono o lavorano nella zona che l’asilo nido è destinato a servire. E’ singolare – conclude Arcobasso – che provvedimenti assurdi come questo vengano adottati in assoluto silenzio e a pochi giorni dall’istituzione del “Garante dei diritti per l’infanzia e per l’adolescenza della Città di Palermo”. Spero che il sindaco non ne attenda l’insediamento e intervenga immediatamente".