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PARLA LA TITOLARE DI MOTO ONE

Il deposito degli scooter rubati
La vittima: "Ci avrebbero rovinato"


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I ciclomotori trovati la scorsa notte dalla polizia erano stati rubati da un deposito nella zona di via Oreto, di proprietà dei titolari di "Moto One". Nelli Piazza: "Se non fossero stati ritrovati avremmo subito un danno economico enorme".

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PALERMO - Il deposito dei ciclomotori rubati si trovava nel cuore del centro storico. Il maxi bottino di un piano studiato fino all'ultimo dettaglio era stato nascosto in un magazzino di vicolo Madona, una stradina stretta costeggiata da vecchie palazzine. Lì, in quel locale polveroso, intestato ad un uomo deceduto da qualche anno, i malviventi avevano già tolto le targhe ad undici scooter e sostitutio il telaio.

Questa tecnica avrebbe permesso di rivendere i mezzi a due ruote, camuffandoli e non renderli riconducibili alla concessionaria a cui appartenevano. Nel mirino, la scorsa settimana, era infatti finita la "Moto One" di via dei cantieri. I ciclomotori nuovi di zecca si trovavano in un deposito che i titolari posseggono nella zona di via Oreto. E qualcuno ne era perfettamente a conoscenza.

Quella che avrebbe agito sarebbe una banda, munita di arnesi per lo scasso. "Hanno rotto tutto - racconta la responsabile dell'attività commerciale, Nelli Piazza - e noi abbiamo trovato il magazzino praticamente vuoto, denunciando tutto alla polizia. La sensazione è stata quella della rabbia, non ci sono parole per descriverla. Considerando la crisi e la disperazione di chi oggi è nel commercio, atti del genere sono in grado di rovinare un'impresa finanziariamente".

Dopo il maxi furto, quattro ciclomotori erano già stati ritrovati, ma è stata la scoperta fatta la scorsa notte dalla polizia a sollevare l'animo dei titolari della concessionaria: "Dobbiamo ringraziare le forze dell'ordine - dice Piazza - sono state celeri. Ci siamo trovati di fronte a qualcosa di gravissimo, che avrebbe potuto pregiudicare seriamente il nostro lavoro e l'approccio della clientela nei nostri confronti. Ne manca ancora qualcuno, ma siamo fiduciosi".