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Il nemico dei corleonesi
e il giudice che non si piegò


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CESARE TERRANOVA: Magistrato, consigliere istruttore del tribunale di Palermo, ucciso la mattina del 25 settembre 1979 in via Rutelli, a Palermo. Con lui muore il maresciallo di polizia Lenin Mancuso. Per il suo omicidio sono stati condannati, con sentenza definitiva, Salvatore Riina, Nenè Geraci, Michele Greco e Francesco Madonia. Terranova fu il primo magistrato che ha provato a processare Cosa nostra, istruendo il processo di Bari del 1969 in cui vennero assolti. Nel 1974, però, riuscì a far condannare Luciano Liggio. Fra il 1976 e il 1979 è stato deputato per il Partito comunista, ma, tornato a Palermo per guidare l'ufficio istruzione, ha trovato la morte.

ANTONINO SAETTA: Presidente di sezione della Corte d'Assise di Palermo, ucciso il 25 settembre 1988 lungo la strada Agrigento-Caltanissetta, mentre viaggiava in macchina assieme al figlio Stefano. Ha pagato il suo ruolo di giudice nel processo per l'omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile per cui erano imputati Giuseppe Madonia e Vincenzo Puccio. Un processo che "stava a cuore" a Totò Riina, secondo quanto raccontato dal pentito Salvatore Cancemi, non solo per le persone coinvolte, ma perchè la loro assoluzione avrebbe rappresentato una vittoria contro lo Stato. Così Saetta sarebbe stato avvicinato, ma non si è piegato. "Stu curnutazzo non lo ha voluto assolvere e quindi gli è toccato questo", sarebbe stata la spiegazione nitida di Totò Riina, che è stato condannato all'ergastolo con sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta.