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La crisi alla Regione
Le voci della politica


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PALERMO - "È necessario rilanciare il dialogo tra il presidente Crocetta ed il Partito Democratico. Il muro contro muro di questi giorni è andato oltre il limite. Ho chiesto al segretario del Pd Guglielmo Epifani che la discussione, anche con un intervento nazionale, possa essere ricondotta su binari costruttivi. Non è accettabile la minaccia perentoria di espulsioni ai nostri quattro assessori, con i quali il partito avrebbe dovuto avere e dovrebbe avere un rapporto più saldo. Così come è sbagliato porre aut aut al governo Crocetta, mettendo anche in discussione chi, come Bianchi, tecnico di grande livello, ha lavorato bene". Lo dice in una nota il sindaco di Catania, Enzo Bianco. "Il presidente della Regione, a mio avviso, ha interesse dal canto suo a rafforzare il rapporto con il Pd ed i suoi esponenti, che lo hanno aiutato a vincere le elezioni in modo determinante, e a fortificare il sostegno politico e parlamentare della maggioranza, rilanciando ancor di più l’azione di governo - prosegue Bianco -. Non bisogna né mortificare le energie espresse da una grande formazione politica come il PD, né le azioni di rinnovamento e di lotta alle illegalità e alla malaburocrazia che il governo sta portando avanti. I siciliani hanno decretato che il presidente della regione è Crocetta e che il PD deve governare con lui. Dobbiamo favorire a tutti i costi la volontà degli elettori e lavorare compattamente per il bene della Sicilia, attuando le riforme necessarie".

Nino Oddo, deputato regionale del Megafono: "La politica regionale, in un momento di crisi come quella attuale in seno al governo Crocetta, non dimentichi le vere priorità dell’azione amministrativa in ordine alla difesa delle Istituzioni e della legalità. Sia da faro anche la memoria del sacrificio dei giudici Terranova e Saetta di cui celebriamo le figure nella ricorrenza del loro assassinio".

Nino D'Asero, capogruppo Pdl all'Ars: "Non si capisce se c'è crisi di governo oppure se il governo è in crisi. Se può ancora contare su una maggioranza o se abbia intenzione di provare qualche... geometria variabile. Non ci aiuta, per comprendere, leggere i giornali né, alla fine, nemmeno parlare con i colleghi deputati. Probabilmente, perché problemi e loro soluzioni sono più che altro custoditi dal presidente della Regione. Ecco perché - conclude D'Asero - chiedo che il governatore presenzi al più presto in Aula per riferire al consesso lo stato delle cose: se la Sicilia possiede ancora una maggioranza e un governo in grado di operare. Poiché i problemi dell'Isola sono troppi, troppo impellenti e gravi e non si può continuare a far giochetti politici. Occorre, finalmente, metter mano alla politica del fare, del risolvere...".

Toto Cordaro, capogruppo di Grande Sud-Pid Cantiere popolare all'Ars: "Chiedo che il presidente dell’assemblea regionale siciliana convochi immediatamente il governatore Crocetta in conferenza dei capigruppo affinché chiarisca non solo il perimetro della sua maggioranza che non esiste piu’, ammesso che ne sia mai esistita una, ma anche perché individui una agenda di priorità sui temi del lavoro, della crescita e dello sviluppo da discutere in Aula, anche e soprattutto con quella opposizione che lo stesso Crocetta ha definito più costruttiva e responsabile delle sue estemporanee e variabili maggioranze".

Giorgio Assenza, deputato regionale del Pdl: "Crocetta, nella sua travolgente corsa alla ricerca della pietra filosofale che trasformi la sua raccogliticcia maggioranza in oro, oggi fa il …Paracelso, convinto di poter coniugare, come fece il ricercatore svizzero nel XVI secolo, l’alchimia alla chimica e alla medicina moderna.In merito "al continuo tira e molla da retori tra il leader del Megafono e il resto della maggioranza attuale all’Ars", Assenza ribadisce un "no netto a fornire qualunque tipo di stampella alla sua scienza politica claudicante. Le alchimie lasciamole al basso Medioevo, oggi è tempo di politiche reali e mirate al risanamento dell’economia di un’Isola tartassata da licenziamenti a grappolo, dalla chiusura di aziende, dalla mancanza di credito, da una burocrazia mastodontica e lenta fino all’inverosimile. L’unica politica che il governatore sta cercando di attuare è quella della difesa della propria poltrona".

Vincenzo Figuccia, deputato regionale del Partito dei siciliani: "La presenza di Crocetta in Aula per relazionare sullo stato del suo Governo e per verificare quale sia (e se esiste) una maggioranza è ormai un fatto irrimandabile. Già da agosto abbiamo chiesto al Governo di venire in Aula perché è indispensabile che il Presidente Crocetta condivida con l'Assemblea la sua agenda politica. La crisi in atto - conclude Figuccia - può essere l'occasione per un cambio di passo, che non sia giocato sul numero degli assessori e delle poltrone, ma sui temi concreti soprattutto in materia di sviluppo, sostegno alle imprese e occupazione, con l'avvio delle riforme più volte annunciate".

Fausto Raciti, segretario nazionale dei giovani democratici e parlamentare: "L'azione di governo della giunta regionale ha avuto dei limiti consistenti, ma il Pd rifletta approfonditamente prima di staccare la spina. Aprire una crisi di governo – prosegue - avrebbe ripercussioni devastanti in primo luogo per i cittadini siciliani, che ci chiedono riforme incisive, sviluppo, occupazione; e non fratture traumatiche. Il partito si assumerebbe una responsabilità gravissima, e con quale risultato? Riconsegnare l'esecutivo a chi ha distrutto le casse della Regione? Replicare l'empasse del Governo Lombardo? Quest'esperienza di governo è ancora un'occasione storica per la Sicilia, cui il Pd ha il diritto-dovere di contribuire. La Direzione regionale e lo stesso presidente Crocetta compiano una scelta di responsabilità, riducano le distanze e trovino un linguaggio comune per affrontare le emergenze siciliane, da alleati leali. Se così non fosse – conclude Raciti – la gente che ci ha sostenuto difficilmente riuscirebbe a comprenderci".

Vincenzo Gibiino, coordinatore del Forza Italia/Pdl Catania.: "Un pasticciaccio chiamato Governo Crocetta, l’ennesimo esempio di malapolitica reso ai cittadini siciliani. Una crisi che giunge dopo nove mesi di nulla, debacle che ha per co-protagonista, ancora una volta, un Partito democratico ondivago e incosciente. Dove sono le riforme promesse dall’’Esecutivo regionale? Dove sono i provvedimenti a favore dell’economia e delle fasce deboli della popolazione? L’esperienza Crocetta alla guida della Regione siciliana non ha più alcuna ragione di proseguire. Manca un progetto credibile, mancano i numeri. Serve un reset vero per rinnovare quella macchina abnorme e farraginosa che è l’amministrazione regionale".