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Il vicepresidente degli industriali siciliani

Catanzaro: "La legge sull'Irsap
piace molto a Confindustria"


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Il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro

“Quella che è passata ieri in Aula altro non è che la proposta dell’ex assessore alle Attività produttive, Marco Venturi: ossia delegare la gestione dell’Istituto alla responsabilita diretta delle associazioni produttive, industriali e artigianali".


PALERMO - “Quella legge piace a Confindustria”. Se qualcuno pensava che l'approvazione, ieri all'Ars, delle modifiche alla legge istitutiva dell'Irsap avrebbe scontentato gli industriali, dovrà ricredersi. Almeno, stando a quanto afferma il vicepresidente siciliano dell'associazione Giuseppe Catanzaro.

“Quella che è passata ieri in Aula – spiega infatti Catanzaro - altro non è che la proposta dell’ex assessore alle Attività produttive, Marco Venturi: ossia delegare la gestione dell’Irsap alla responsabilita diretta delle associazioni produttive, industriali e artigianali. Una riforma che il precedente governo ed il parlamento dell'epoca non hanno condiviso”.

La legge approvata cambia, di fatto, la governance dell'ente. Se fino a ieri, infatti, la nomina del presidente spettava al governatore, dopo la proposta dell'assessore alle Attività produttive, adesso questa passerà dalle decisioni delle associazioni di categoria. Saranno industriali, artigiani e commercianti, infatti, a dover prima partecipare a un bando che “peserà” la loro presenza nella Consulta, e poi dovranno eleggere tre nominativi per il Consiglio di amministrazione. Da questi tre nomi dovrà saltare fuori il presidente. Una norma che, di fatto, esclude la riconferma per l'attuale presidente Alfonso Cicero, che dovrà fare le valigie, insieme al resto dell'attuale cda, entro sei mesi.

“La modifica apportata ieri – commenta Catanzaro - consentirà alle imprese di assumere la responsabilità diretta delle scelte che servono per far tornare la Sicilia ad essere competitiva: si tratta di una esigenza di chi vuole continuare a sperare nell'incomprimibile necessità di attrarre investimenti da parte delle imprese. Assicurare lo sviluppo delle attività produttive con regole e tempi certi per le imprese che vogliono investire in Sicilia – aggiunge Catanzaro - e con la responsabilità diretta degli attori economici ( le associazioni delle imprese) serve anche per assicurare legalità e trasparenza”.

E a proposito della lotta per la legalità nei territori ex Asi, Catanzaro “difende” e, anzi, rilancia l'operato di Alfonso Cicero: “In questo senso – dice infatti Catanzaro - le molte denunce presentate alle competenti istituzioni da Alfonso Cicero non solo non verranno abbandonate, ma verranno valorizzate quale segno civico della necessita del cambiamento. Continuare a coniugare due parole importanti, legalità e sviluppo (oltre che normalità) deve essere obiettivo di tutti ed è per questo che conserviamo interesse nel continuare a concorrere nel lavoro di pulizia del tessuto economico mafioso – conclude Catanzaro - che spesso ha gestito i territori”.