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La crisi nel rapporto con i democratici

L'Irsap e le altre trappole del Pd
Crocetta crede nella pax romana


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Dal Parlamento, ieri, un chiaro segnale al governo: "O coinvolgi i deputati, o sarà dura". E i prossimi scogli per l'esecutivo potrebbero essere rappresentati dai disegni di legge sulle città metropolitane e sui rifiuti. Il governatore però assicura: "Ho sentito Epifani, presto un tavolo tra governo e dirigenti nazionali e regionali del partito".

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PALERMO - Il Pd ha deciso di condurre le danze. E l'approvazione della legge che costringerà il governo a cambiare radicalmente i vertici dell'Irsap, ente molto caro ai big sponsor dell'esecutivo rappresentati da Confindustria, potrebbe rappresentare solo la prima delle trappole che i democratici dissemineranno sul terreno impervio della riconciliazione.

Trappole. Per spiegare con "i fatti" al governatore ciò che con le parole non è stato possibile spiegare. Almeno, nell'ottica del Pd. Che ha esplicitato molto bene questo concetto attraverso le parole, ieri, del presidente della Commissione attività produttive Bruno Marziano: "Se il Pd rinuncia al suo ruolo di baluardo del governo, per la giunta Crocetta diventa tutto più difficile. Insieme, possiamo fare bene. Ma se non siamo insieme, poi in Aula può succedere di tutto". E in Aula potrebbe "succedere di tutto" anche nei prossimi giorni. Il Pd infatti ha affilato le lame anche su almeno altri due provvedimenti. E non si tratta certo di interventi marginali. Ma di punti-cardine di questa prima parte di esperienza del governo "della rivoluzione". Il primo è quello delle Province. O, per restare più aderenti all'attualità, il ddl sulle città metropolitane, propedeutico alla riforma che dovrebbe condurre alla nascita dei liberi consorzi di Comuni. Il tema, del resto, è rimbalzato fin dentro la direzione del Pd, due giorni fa. E i toni non sono stati affatto concilianti. "Questo è un governo - ha detto ad esempio Antonello Cracolici - che decide, da un giorno all'altro e senza coinvolgere il partito, che un Comune va chiuso. Cosa diremo ai nostri sindaci, ai nostri amministratori?". Insomma, sulle città metropolitane lo scontro sarà totale. E lo stesso potrebbe accadere per la riforma che dovrebbe portare alla nascita delle Ssr, nuove società per lo smaltimento dei rifiuti. Anche lì, molti i dubbi.

Dubbi che si allungano anche sul l'intero operato dell'assessore Marino, attaccato nei giorni scorsi da più di un esponente democratico. E ancora, l'assessore alla Formazione Nelli Scilabra ha annunciato due distinti disegni di legge che dovranno occuparsi della situazione dei dipendenti degli enti ai quali è stata revocato l'accreditamento o di quei lavoratori che sono stati licenziati da enti ancora "in regola". Anche in questo caso, decisioni non concordate con la maggioranza. E il Pd, anche stavolta, potrebbe mettersi di traverso. Andando al di là del sarcasmo usato dall'assessore all'ambiente Mariella Lo Bello: "Dicono - ha detto l'assessore - che non li abbiamo coinvolti nelle rivoluzioni degli assessorati al Territorio o alla Formazione? Dovrebbero dieci grazie, visto che gli abbiamo evitato qualche imbarazzo...". Tutta da vedere anche la vicenda del precariato degli enti locali. Mentre ad esempio sulla Tabella h, molto critica è stata a più riprese Mariella Maggio, che ha definito la norma per i contributi a enti e associazioni un "provvedimento tampone. Ma la vera legge deve essere un'altra cosa".

Ma non solo disegni di legge. Il Pd sta lanciando segnali a qualunque livello. Anche quello amministrativo. Feroci, infatti, le polemiche sui nuovi impianti di eolico "liberati" dalla Regione. E non è escluso che il Pd si possa muovere, in questo senso, attraverso una documento ufficiale: una mozione, magari da portare all'Ars. Ma a proposito di energie alternative, ecco anche le polemiche sul 'Patto dei sindaci': "Finora - ha detto il capogruppo Baldo Gucciardi - ci sono stati solo annunci, e le amministrazioni comunali sono state abbandonate al loro destino”. E il partito, oggi, ha deciso di puntare i riflettori anche sulla Sanità. Insomma, il Pd vuole verificare l'attività dei commissari di Crocetta: la commissione sanità dell’Ars ha deciso, infatti, su proposta del presidente Giuseppe Digiacomo, altro deputato del Pd, di sottoporre a valutazione l’operato dei commissari straordinari delle Aziende sanitarie. "E’ assolutamente indispensabile - commenta, non a caso, Digiacomo - dare un segnale di efficienza del sistema di controllo politico. La commissione sanità dell’Ars - prosegue Digiacomo - non intende sovrapporsi al procedimento di selezione dei nuovi direttori, ma rivendica un ruolo di verifica dell’applicazione del piano sanitario regionale, che è l’atto principe dellaprogrammazione sanitaria e compete alla commissione legislativa con parere vincolante. Per assicurare la massima trasparenza, i risultati verranno pubblicati sul sito web dell’Ars".

Insomma, i margini di movimento del governo appaiono più stretti. E più pressante il controllo della politica. Una situazione di fronte alla quale il governatore può reagire andando al muro contro muro (ma la vicenda Irsap di oggi lo sconsiglierebbe) o verificando i margini per la ripresa di un dialogo. Margini che ci sarebbero, stando almeno al racconto del presidente Crocetta, che oggi è volato a Roma, per discutere con Piero Grasso "dell'allarme lanciato dal procuratore Lari su possibili tentativi di delegittimazione nei confronti dell'antimafia". Ma il presidente avrebbe trovato anche il tempo per una veloce telefonata col segretario del Pd Guglielmo Epifani. "Ci siamo sentiti al telefono - racconta Crocetta - ed è stata una chiacchierata molto cordiale. Il segretario - prosegue Crocetta - si è fatto carico della vicenda politica siciliana, e si è impegnato a convocare un tavolo al quale sederanno il Pd nazionale, quello regionale e il governo". E i tempi per questo "tavolo della pace" sembrano strettissimi: "Entro due o tre giorni - dice Crocetta - ne dovremmo sapere di più. Certo, il Pd sta valutando anche l'evoluzione delle vicende nazionali, ma io sono pronto a dialogare. Anzi, lo sono sempre stato. Ma spero - aggiunge Crocetta - che si possa tornare a discutere di politica, dei reali interessi dei siciliani". Intanto, però, la sua giunta nelle prossime ore potrebbe perdere un pezzo pregiato: Luca Bianchi ha fatto intendere di essere pronto a lasciare, se il Pd non sosterrà il governo: "Non credo - assicura Crocetta - che Bianchi andrà via. Ha detto quelle cose prima di conoscere i contenuti della conversazione tra me ed Epifani. Fra due o tre giorni sarà tutto più chiaro".