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aveva 86 anni

È morto Francesco Florio
Big dell'edilizia palermitana


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PALERMO - Si è spento a 86 anni, lo scorso 26 di settembre, Francesco Florio, il re dell’edilizia palermitana. A lui si devono alcune delle strutture più note di Palermo e provincia come il palazzo dove fino a poco tempo fa era sito lo storico cinema Fiamma, la clinica Candela, il Florio Park Hotel di Terrasini e la clinica Maddalena. Era nato il 23 novembre del 1927 ad Acireale, nel catanese, ma si era trasferito giovanissimo nel palermitano dove ben presto divenne un pilastro portante del settore edile.

“Il giovane Francesco – racconta il figlio Fabio, oggi presidente del Cpt Palermo, il Comitato paritetico territoriale – fu lanciato letteralmente sul mercato dell’edilizia con la società Scam, all’epoca di proprietà dell’architetto Caronia, che gli fu ceduta in un periodo di grave crisi. Da lì Franco, il disegnatore, iniziò la propria carriera risollevando le sorti di quella società”. Qualche anno dopo Francesco Florio chiamò alle armi il fratello Filippo fondando insieme a lui la Florio Costruzioni, una tra le società edili più antiche del capoluogo.

Fu con la Florio Costruzioni che vennero realizzate numerose opere, ad oggi divenute parte integrante della storia di Palermo e della sua provincia. “Tra di esse – racconta ancora Fabio Florio – i reparti grandi ustioni e bronco pneumologia dell’ospedale Civico, le ristrutturazioni dei cantieri navali e della mensa galleggiante ad essi annessa, i numerosi villaggi di Terrasini tra i quali Cala Rossa, Prato degli Ulivi, Rocche Alte e Rocche Chiare”.

“Uno degli elementi più distintivi della vita professionale di nostro padre è legato agli anni ’60 e alle grandi opere realizzate proprio a Terrasini – ricordano i figli Fabio, Francesca e Daniele –. Papà ha il merito di essere stato il primo a dare un’impronta netta al territorio, operando sempre nel rispetto dell’ambiente circostante e creando, con estrema attenzione, parcheggi e spazi verdi che ancora oggi, la stessa Palermo, non può fare altro che invidiare”.

Ma la vita di Francesco Florio fu anche dominata da momenti di grande dolore “dai quali però – ricorda il figlio Fabio – si rialzò con grandissimo coraggio e con immensa forza. Nel 1983 morì, in un incidente d’auto, mia sorella Maria Cristina - racconta ancora Fabio Florio -, la primogenita della famiglia. Quello fu uno dei giorni più tetri della nostra vita. Anche lì però mio padre riuscì a superare l’immenso dolore e ripartì, immergendosi nel suo lavoro, con tutto l’impegno di cui era capace”.

Francesco Florio fu anche un noto esponente dell’Ance di Palermo, ricoprendo sia il ruolo di tesoriere che quello di consigliere. “Anche qui – lo ricordano i figli – si dimostrò una persona di indistruttibile rigore. Più volte quando era tesoriere gli abbiamo chiesto qualche aiuto proprio dalle casse dell’Ance ma da lui ci è sempre arrivata risposta negativa. Era convinto di ciò che faceva ed era uno dei baluardi della legalità sin dai tempi del sindaco Ciancimino”.

Francesco Florio lascia oggi la moglie Caterina, tre figli e dieci nipoti. Di lui però rimane il forte ricordo tenuto vivo proprio dai figli Fabio, Francesca e Daniele: “Nostro padre ci ha insegnato il vero valore della famiglia, ci ha insegnato a restare sempre uniti e ad amarci l’un l’altro soprattutto nei momenti di grande difficoltà. Nostro padre ci ha cresciuti nell’onestà e nella sobrietà”.