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Intervista a Roberto Alajmo

"Palermo ha dimenticato il suo teatro
Voglio aprirlo alla città"


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Roberto Alajmo

Intervista al nuovo direttore artistico del Biondo: "Sono preoccupato dalla crisi conclamata del teatro. Vorrei riaprire la scuola e affidarla a Emma Dante"

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PALERMO - Ci scherza su, da principio, Roberto Alajmo. “Potrei dire come calciatori: l'importante che muovere la classifica e andare avanti domenica per domenica”. Il giornalista e scrittore palermitano scelto per scrivere una nuova pagina nella storia del Teatro Biondo, dopo la lunghissima stagione di Pietro Carriglio, sarà il nuovo direttore artistico dello stabile palermitano. Oggi il suo telefono squilla in continuazione, com'è normale che sia.

Se lo aspettava?
“Sì, qualche giorno fa mi avevano chiesto al disponibilità”.

E la proposta l'ha colta di sorpresa?
“Sì, molto. Il 51 per cento di me è felice il 49 molto preoccupato”.

Per cosa?
“Perché mi dicono che il teatro è in una situazione di crisi conclamata molto grave. L'intenzione di voltare pagina c'è tutta, ma bisogna confrontarsi con questo genere di problemi”.

L'exploit cinematografico di Emma Dante ha riportato in auge il dibattito sulle “nuove leve” del teatro nostrano snobbate dalle Istituzioni. Che ne pensa?
“Intanto, Emma Dante diventa adesso artista residente del Biondo. La mia idea è quella di un teatro totalmente aperto alla città, agli artisti e ai non artisti. Ho l'impressione che Palermo si sia un po' dimenticata del suo teatro. Vorrei rinfrescarle la memoria”.

Una cosa che le piacerebbe fare da direttore?
“Ripristinare la scuola di teatro del Biondo e metterla nelle mani di Emma Dante”.

Con lei vi siete sentiti?
“Certo. Con lei c'è un rapporto assolutamente cordiale L'aspetto artistico è l'ultima delle mie preoccupazioni”.

Il problema è quello dei soldi per il teatro, che mancano...
“Sì, cercherò di capirne un po' in questi giorni. Credo che per il mio insediamento ci vorrà un po' di tempo”.