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Crocetta a tutto campo

"Bianchi non si è dimesso
Il Pd tradisce i siciliani"


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Il presidente della Regione, Rosario Crocetta

Ennesima stoccata del governatore ai democratici: "Non ho alcun problema con loro, sono loro che hanno deciso di avere un problema con me. E' antipartito chi chiede le dimissioni degli assessori". Poi l'affondo: "Non mi scontro con il Pd, ma con un sistema di potere".

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PALERMO - "Bianchi non si è affatto dimesso, ha fatto un passaggio istituzionalmente corretto". Lo ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta rispondendo ai cronisti, che chiedevano un commento sulla decisione dell'assessore regionale all'Economia Luca Bianchi di rimettere il mandato nelle mani del presidente della Regione e del Pd. Bianchi è uno dei quattro assessori del Pd ai quali la direzione regionale del partito ha chiesto di dimettersi dopo aver tolto il sostegno al governo Crocetta. "Bianchi - ha aggiunto il governatore a margine di un convegno organizzato dal Corriere della Sera a Palermo - ha detto 'il mio mandato è consegnato al presidente della Regione', un passaggio corretto, anche se mi pare fosse già nella disponibilità del presidente. Non ho alcuna intenzione di licenziarlo in un fase in cui stiamo lavorando, tra l'altro, al Bilancio". Poi Crocetta ha detto: "Bianchi tecnicamente non può lasciare in questo momento perché c'è la variazione di bilancio e la legge stessa dice che deve essere presentato entro il 15 ottobre". Il presidente della Regione è stato intervistato dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, a Palermo durante un convegno organizzato in occasione della pubblicazione dello speciale Italie- Sicilia, in edicola oggi.
"ALCUNI DEL PD VOGLIONO FARMI FUORI"
"Può essere che questa trasformazione che stiamo portando avanti non esiste solo per alcuni dirigenti del Pd? Mi vogliono far passare per traditore per farmi fuori dal congresso ed evitare che io possa dire la mia. Per vicende interne vogliono sacrificare gli interessi della Sicilia. E questo è da irresponsabili. Lancio un appello a quei dirigenti del Pd - ha detto ancora Crocetta - fate un passo indietro". Per Crocetta i quattro assessori della sua giunta espressi dal Pd, di cui la direzione regionale del partito ha chiesto le dimissioni, "non hanno sbagliato sul piano dell'indirizzo politico e dunque non ci sono ragioni per mandarli via". "Dove ha sbagliato Bianchi? Dove ha sbagliato Bartolotta e perchè devo mandarlo via? Dove ha sbagliato la Lo Bello? Quando il Pd - ha detto - mi spiegherà queste cose sono disponibile a discutere con tutte le forze politiche della coalizione di riformulare un assetto di giunta"

"ANTIPARTITO CHI CHIEDE DIMISSIONI DEGLI ASSESSORI"
Riferendosi alla decisione della direzione regionale del Pd di chiedere ai 4 assessori della giunta di governo espressione dei democratici, di dimettersi,il governatore ha detto: "E' antipartito chi chiede le dimissioni degli assessori. E' antipartito chi dice all'assessore all'Economia vattene o sei antipartito nel momento in cui si sta facendo il bilancio o all'assessore Scilabra nel momento il cui c'è uno scontro inaudito sulla questione della formazione. Quale immagine del partito ne verrebbe fuori se noi mollassimo? Se mollassi io o mollassero gli assessori? Stiamo lavorando in condizioni di difficoltà estreme".

"IL PD TRADISCE I SICILIANI"
Poi sui rapporti con il Partito democratico: "Non ho alcun problema con il Pd, é il Pd che ha deciso di avere un problema con me". Da Crocetta anche un commento al fatto che la direzione nazionale del partito non abbia trattato il caso Sicilia. "Come volevasi dimostrare... Le urla Roma è con noi mi pare che alla fine...". Crocetta rincara la dose: "Il Pd continua a gestire questo partito in modo familiare, io sono considerato un intruso. Per me ci sarà la redenzione? Il Pd non accetta che sono un loro iscritto, mi sono fatto la tessera a Bruxelles... ". Per Crocetta "il Pd tradisce il popolo siciliano e io - ha aggiunto - non sono disponibile a spendere il ruolo di presidente e l'autonomia della Sicilia per i partiti".

"INCOMPRENSIBILE APRIRE LA CRISI ORA"
"Il Pd è  il mio partito ed è incomprensibile che il mio partito apra la crisi in un momento in cui per la Sicilia si aprono spiragli nuovi", ha aggiunto Crocetta. Per il governatore "è incomprensibile che mi dicano o entrano due assessori e ne escono altri due o improvvisamente non sono del Pd". "Io ho un ruolo diverso - ha aggiunto-, il partito è il partito e le istituzioni sono le istituzioni". Poi il governatore ha sottolineato: "Anche se ci fossero problemi tra il Pd e me, che comunque non ci sono, perchè devono pagarli il governo e i cittadini siciliani, perchè si dovrebbero trasferire in questo atteggiamento di irresponsabilita'?''.

"NON MI SCONTRO COL PD MA CON UN SISTEMA DI POTERE"
"Ufficialmente dicono che il problema e' il Megafono, ma è un pretesto virtuale, non mi scontro con il Pd, ma con un sistema di potere". Secondo il governatore il Megafono "non è un partito è un movimento culturale". "E' stata una lista fatta - ha proseguito - su richiesta del Pd. E' imbarazzante per il Pd dire che non lo ha richiesto Bersani".

"BERLUSCONI IRRESPONSABILE"
Per Crocetta "Berlusconi mettendo in crisi il governo Letta ha fatto una scelta irresponsabile".