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La nota della segreteria provinciale

Il caso del rigassificatore di Porto Empedocle
La Cgil: "La legalità prima di tutto"


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AGRIGENTO - "Nella vicenda del rigassificatore, la CGIL ha sempre posto tre temi: la sicurezza dell’impianto e la tutela dell’ambiente; lo sviluppo del lavoro e la necessità che si realizzasse un’ assoluta impermeabilità ai poteri criminali. Per questo apprendiamo, con enorme stupore, la notizia del sequestro del cantiere del rigassificatore. Lo stupore è legato al fatto che per evitare 'infiltrazioni mafiose' nella costruzione dell’opera, Nuove Energie aveva garantito a Cgil Cisl e Uil di avere un collaudato 'protocollo' di legalità che la rendeva impermeabile a tali infiltrazioni. Evidentemente è stato trovato un sistema per aggirare tale sistema". Los crive in una nota la Cgil provinciale di Agrigento.

"Auspichiamo a breve un chiarimento con Nuove Energie per comprendere cosa sia successo, fondamentale per capire come andare avanti. Una cosa per noi è certa: occorre andare avanti e non utilizzare questo incidente per introdurre rallentamenti sulla costruzione di un’opera che è utile e strategica per il Paese e che può determinare un impulso alla agonizzante economia della Provincia. Non può passare il principio che non sia possibile porre argini alle infiltrazioni della mafia nell’economia, altrimenti davvero nessuna ipotesi di sviluppo potrà mai passare per queste nostre terre. Alla Magistratura va tutto il nostro sostegno per questa sua fondamentale opera di pulizia ma unito alla richiesta che questo suo compito sia svolto con fermezza ma anche con celerità".