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IL CASO

Cantieri di servizio solo per il Verde
A Palermo un esercito di giardinieri


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PALERMO - Un esercito di addetti al verde che tocca quasi le 700 unità e a cui presto potrebbero aggiungersi altri 220 operai dei cantieri di servizio, mentre il resto dell’amministrazione resta a zero. E’ lo strano caso del comune di Palermo, la cui giunta ha presentato alla Regione ben 11 progetti per i cantieri di servizio ma che hanno a che fare tutti con il verde.

Si tratta, per intenderci, di quelli che una volta venivano chiamati “cantieri scuola”: progetti della durata di tre mesi, finanziati dalla Regione mediante l’Inps, che assicurano un contributo di quasi 450 euro al mese per tre mesi. Una piccola boccata d’ossigeno per i tanti disoccupati siciliani, per i quali sono stati destinati 50 milioni. Il meccanismo è semplice: ogni comune prepara dei progetti e li sottopone alla Regione, che poi deve approvarli e fare il relativo decreto di finanziamento.

Ma, a parte le perplessità di molti enti locali sulle modalità di selezione del personale (sono in diversi a chiedere che se ne occupi direttamente l’Inps) e il timore che questo possa illudere molti su impossibili reiterazioni del sussidio alle stesse persone, a colpire sono i numeri di Palazzo delle Aquile. Il comune di Catania, per esempio, ha presentato progetti per 940 disoccupati a fronte degli “appena” 220 di Palermo. Perfino Acireale ha fatto di più, toccando quota 260, mentre Termini Imerese ha comunque raggiunto i 200 chiedendo che possano occuparsi anche di manutenzione degli edifici, del controllo sul conferimento di rifiuti fuori dagli appositi contenitori e dall’orario previsto, del ripristino delle caditoie stradali e delle cunette e della manutenzione della segnaletica stradale orizzontale e verticale. Modica è arrivata a trenta progetti su verde, manutenzione di edifici, vigilanza nelle scuole e supporto a centro anziani, uffici dei servizi sociali e centri per disabili. E il capoluogo? Ha presentato appena 11 progetti, tutti riguardanti il verde.

“E’ l’ennesimo fallimento della giunta Orlando - attacca Paolo Caracausi di Idv - siamo lontani anni luce da quanto fatto a Catania. La giunta non è stata capace di predisporre adeguati cantieri di servizio per la città che invece ne necessitava, in un momento di grave crisi occupazionale e di carenza di servizi. Penso alle attività produttive, ovvero mercati storici e rionali, alla cultura per i musei e agli edifici comunali, o ancora all’assistenza nelle scuole per la vigilanza all’ingresso e all’uscita degli alunni”. “I numeri parlano chiaro - tuona Fabrizio Ferrara di Ora Palermo - il Comune non è stato in grado di presentare progetti. Ennesima occasione persa per recuperare il gap con altre città e per dare una possibilità ai nostri giovani di avere, seppur temporaneamente, un'opportunità di lavoro. I termini sono ormai scaduti e al Comune non resta altro che ammettere i propri errori e l'incapacità di gestire le risorse umane a disposizione: i problemi di Palermo non necessitano soltanto di maggiori risorse, spesso può essere sufficiente una migliore organizzazione dei quasi ventimila impiegati, tra diretti e indiretti, che il comune di Palermo ha in organico. Mi auguro che in futuro occasioni come questa non vadano sprecate”.

“In giunta è arrivata solo questa proposta - spiega l’assessore al Verde di piazza Pretoria, Giuseppe Barbera - magari gli altri rami dell’amministrazione hanno fatto scelte diverse”. La spiegazione ufficiale che arriva da Palazzo delle Aquile è che non c’erano fondi per la presentazione di altri progetti: perché se è vero che la Regione paga i sussidi e le assicurazioni, è anche vero che al Comune toccano i dispositivi per la sicurezza e i materiali. Per questo, per esempio, si è rinunciato al rifacimento dei marciapiedi: i fondi a disposizione sono già tutti destinati alla Rap. Inoltre, il bando regionale prevede l’impiego di manodopera non qualificata che può limitarsi alla pulizia e alla vigilanza e non usare, per esempio, macchine che richiedano specifiche qualifiche professionali.

Ma voci di corridoio danno anche un’altra spiegazione: il settore Verde sarebbe stato l’unico di tutta l’amministrazione a presentare per tempo i progetti, approvati dalla giunta lunedì scorso, ovvero l’ultimo giorno utile. Il servizio di vigilanza, per esempio, avrebbe fatto assai comodo alle scuole e agli asili nido, anche se per quelli il Comune non ha presentato alcunché.

Il verde, comunque, beneficerà dei nuovi 220 addetti che, sommati ai 600 cassintegrati Gesip e ai 180 giardinieri, fanno mille unità. “In realtà - spiega Barbera - dei 180 giardinieri appena la metà può espletare le funzioni tra legge 104, invalidità e altri problemi di salute. Inoltre ricordiamo che a Palermo ci sono 90mila alberi e abbiamo un arretrato spaventoso, tra lo stop alla Gesip dello scorso anno e quello alle potature per i problemi di Bellolampo. Questi progetti ci consentiranno di destinare Gesip e giardinieri a mansioni più specifiche, recuperando l’arretrato”.

"Il comune di Palermo aveva a disposizione sei milioni di euro, avrebbe potuto presentare progetti per seimila disoccupati - dice Giovanni Lo Cascio di Nuovi Orizzonti - cosa hanno fatto i dirigenti? Questi assessori devono mortificarsi per non aver aiutato attraverso questo strumento i nostri cittadini. Chi non ha pensato di presentare i progetti deve darne le dovute spiegazioni in consiglio comunale e il sindaco deve trarne le conseguenze. Gli assessori si sono rivelati incapaci".