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La convention di Articolo 4

Crocetta al contrattacco:
"Lupo come Berlusconi"


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Alla convention di Articolo 4 il governatore replica duro al segretario del Pd:  “Non vado a Roma ad elemosinare, la soluzione della crisi deve trovarsi qui a Palermo. Da Lupo attacchi volgari". E Leanza incalza: in giunta elementi che non hanno funzionato. Noi non ci stiamo a fare i figli di nessuno. La cronaca della convention organizzata da Articolo 4 a Giardini Naxos.

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GIARDINI NAXOS. Dal “De amicitia” di Cicerone parte il lungo affondo che il Presidente della Regione Rosario Crocetta, ospite della convention organizzata da Articolo 4 all’Hilton di Giardini Naxos, riserva al segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo. I temi del lavoro rimangono al margine dell’intervento, che si concentra sugli scontri in corso con i dirigenti del Partito Democratico. “Noi probabilmente troveremo qualche amico che non ci tradisce per denaro – dice il Governatore citando lo scrittore latino – ma quanti amici troveremo che non ci tradiscono per un incarico di potere o per un ruolo di prestigio”. Una citazione per nulla casuale che Crocetta utilizza per sottolineare il diverso atteggiamento mostrato dagli alleati presenti in sala. “L’articolo 4 ha il diritto di chiedere il proprio spazio di governo – sottolinea il Presidente della Regione - e il proprio ruolo all’interno della maggioranza. Ma non l’ha fatto. Ha preferito non tradire il Presidente ed il progetto politico, portando avanti il progetto politico”.

Da Giardini Naxos si rinsalda quindi l’alleanza con il movimento di Lino Leanza, mentre si fanno sempre più aspri i toni rivolti al segretario Lupo. “Qualche dirigente del mio partito – prosegue Crocetta - pensa che attraverso gli aut aut, gli ordini che si danno al Presidente e agli alleati, si possa riaprire il dialogo? Il dialogo non si apre dalle macerie o producendo lo scontro sistematico per assetti di potere. Se il Partito Democratico ha problemi congressuali non li può trasferire al Governo o al Megafono”.

Il Governatore torna quindi ad affrontare il “caso Megafono”, portando ad esempio l’esperienza della giunta Bianco. “Io vorrei capire perché – tuona Crocetta – il gruppo del Megafono di Catania si dovrebbe sciogliere e non deve farlo invece il gruppo consiliare del sindaco Bianco. Ed è un paradosso, visto che quest’ultimo è composto anche da dirigenti del Partito Democratico. Allora si capisce che c’è qualcosa di pretestuoso e di arrogante”. E’ nella parte finale del discorso, durato poco più di mezz’ora, che Crocetta usa i toni più duri. “Succede che una sera si riuniscono Lupo, Cracolici, Crisafulli, Cocilovo e decidono. Poi – prosegue il Governatore - leggo dai giornali che non chiedono assessorati.

Se Lupo non deve entrare in giunta, come ha detto, allora cosa vogliono? Chiudiamo la crisi e discutiamo di programmi. Siamo di fronte ad uno stalinismo bieco. Noi invece siamo per un pluralismo politico. Mi hanno anche accusato di cercare alleanze con il Pdl. Loro che hanno governato con Raffaele Lombardo, fino all’ultimo momento, e gli hanno tenuto il respiratore artificiale in mano, accusano me di tradimento. Non sono io che ho tradito, sono loro che hanno tradito me ed il popolo siciliano”. La crisi con i vertici regionali del Pd appare sempre più profonda.