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Crisi, Crocetta in Aula il 10
"Confido nei singoli"


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"Il Pd arrabbiato? Gli passerà", dice il governatore. L'Aula intanto non ha leggi da discutere. E le variazioni di bilancio da 71 mililoni non sono ancora arrivate in commissione


PALERMO - Il prossimo 10 ottobre il governatore Rosario Crocetta riferirà all'Ars sulla crisi di governo. Lo ha stabilito oggi la conferenza dei capigruppo che si è riunita a Palazzo dei Normanni col presidente della Regione siciliana. Un primo momento di incontro istituzionale tra il governatore e il Pd, dopo la rottura dei giorni scorsi. Rottura che è tutt'altro che rientrata. "Non credo che il Pd possa tirare a lungo sulla linea dell'Aventino. Sono arrabbiati, ma gli passerà", ha detto il governatore ai cronisti alla fine della conferenza dei capigruppo. A chi gli ha chiesto se ritiene di avere ancora la maggioranza che lo ha eletto, Crocetta ha risposto: "Che fa il Parlamento non legifererà più? La maggioranza non ha i numeri all'Ars e io confido nei singoli parlamentari, nella massima convergenza sui provvedimenti che servono alla Sicilia". Ma il Pd fa ancora parte della coalizione? "Non me ne sono accorto", ha ironizzato Crocetta.

Insomma, il presidente spera in ampie convergenze. E proprio nel corso della capigruppo, infatti, tutti i gruppi d’opposizione hanno manifestato – come riferito dal governatore – la volontà di convergere su alcuni provvedimenti, “quelli più importanti per la Sicilia”.

Crocetta smorza i toni e non sembra preoccupato, quindi. Il 10 ottobre riferirà in aula sulle questioni inerenti la maggioranza, prima sarà a Bruxelles, ma intanto ha assicurato che “non ci sarà alcun ribaltone”. Il presidente, insomma, intende restare fedele alla coalizione che lo ha eletto, confidando che i rapporti col Pd migliorino in futuro. E intanto prova a rilanciare la sua azione di governo. Eolico, città metropolitane, fondi ai comuni e legge sui testimoni di giustizia: ecco le priorità che si è dato il governo, che stasera, intanto, si riunirà per lavorare sul disegno di legge sulla semplificazione amministrativa. “Un disegno di legge complesso”, che perciò potrebbe arrivare con qualche ora di ritardo, quasi sicuramente non oggi.

In realtà, però la lunghissima riunione con i presidenti dei gruppi parlamentari dell’Ars, che doveva servire a stilare l’agenda dei lavori d’aula, si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto. Il presidente della Regione, in pratica, si è limitato a fare un elenco di priorità, ma nessuna legge è stata ancora assegnata alle commissioni competenti, e perciò non è stato possibile stabilire la data della discussione a Sala D’Ercole. Una cosa, però, è sicura: il primo punto nell’agenda del governo sono le variazioni di Bilancio, tra le quali rientrano anche i fondi per l’emergenza dei Comuni siciliani. La manovra complessivamente, riferisce l'Ansa, ammonta a circa 71 milioni e mezzo.  Le entrate, pari a 71,44 milioni, derivanti dal trasferimento dello Stato in base al patto di stabilità verticale, sono così ripartite: 25,2 milioni ai comuni, 12 alle Province, 23 ai forestali, 8,9 alle associazioni (ex tabella h), 1 per le borse di studio in medicina, 1,3 per il contingente dei carabinieri presso gli uffici del lavoro.Ma il testo non è ancora pronto per la Seconda commissione di Palazzo dei Normanni, neanche quello. Il governo, però, potrebbe esitarlo entro questa settimana, per fare in modo che la prossima vada direttamente in aula.

Tutto fermo, quindi. Almeno per questi giorni. L’Ars, intanto, dovrebbe esaminare i disegni di legge di iniziativa parlamentare sui casinò, quello sull’editoria e quello sui testimoni di giustizia. Che sono, però, ancora fermi in commissione Bilancio. I lavori parlamentari, insomma, vanno a rilento.