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Crisi di governo

Scavone, senatore dell'Mpa:
"Leali verso Berlusconi"


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"Se le forze autonomiste hanno avuto finora il loro spazio lo si deve alla disponibilità offerta dal partito di Berlusconi. A questa disponibilità, lo ripeto, dobbiamo rispondere con la massima coerenza”, dice il parlamentare catanese del grupo Gal.

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antonio scavone, gal, Mpa, silvio berlusconi, Politica
ROMA - Guardano verso il Gal, il gruppo a Palazzo Madama denominato Grandi Autonomie e Libertà, nel quale siedono i dieci senatori di Grande Sud e dell'Mpa, i conteggi al pallottoliere finalizzati al raggiungimento della tanto agognata “quota 161”. Ovvero il numero minimo di voti che mercoledì prossimo potrebbero garantire alla Senato la sopravvivenza del governo di Enrico Letta, dopo l'uscita dalla maggioranza della componente berlusconiana. Un calcolo supportato dalle dichiarazioni del senatore Paolo Nuccarato a Mattino 24: “Il nostro gruppo non ha vincoli, sarà fondamentale ascoltare in aula mercoledì il presidente Letta e le opinioni contrarie. Penso che sarebbe grave portare il paese alle elezioni oggi. Mi muoverò – sottolinea Nuccarato- su una linea di responsabilità e di forte preoccupazione per il futuro delle famiglie, dei disoccupati, dei miei figli e dei figli di tutti gli italiani”.

Una possibilità stoppata immediatamente da Antonio Scavone, braccio destro a Catania dell'ex presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, eletto lo scorso febbraio al Senato nelle liste del Pdl in forza del diritto di tribuna che il suo leader ha garantito alla formazione autonomista: “Il Gal, per quanto ci riguarda, non è il serbatoio di nessuno. Abbiamo – spiega Scavone a LiveSicilia - già dato la nostra disponibilità a dimetterci tutti per un senso di lealtà e coerenza verso Berlusconi. Non entriamo dunque nei problemi interni che riguardano il Pdl e i distinguo legittimi di Angelino Alfano e della sua corrente. Per noi la questione è diversa. Sia io che Compagnone, ma anche Attaguile, così come siamo stati eletti a febbraio nel Pdl, oggi abbiamo il dovere della lealtà. Ci fosse stato un altro sistema elettorale – continua Scavone - avremmo potuto dire che quei voti ci appartengono. Ma non è cosi. E se le forze autonomiste hanno avuto finora il loro spazio lo si deve alla disponibilità offerta dal partito di Berlusconi. A questa disponibilità, lo ripeto, dobbiamo rispondere con la massima coerenza”.

Una lealtà a Berlusconi quasi incondizionata. Una disponibilità che supera tranquillamente i motivi sia giudiziari che di politica fiscale, che hanno portato il Pdl ad abbandonare l'inedita coalizione con il Partito Democratico: “Non entro nei temi che in questo momento sono a torto o a ragione alla base di un confronto aspro tra due forze politiche che hanno tutti i motivi di guardare o no all'ipotesi di nuove elezioni. Prima di tutto ciò, noi – spiega Scavone- badiamo ad un gesto di serena lealtà. A lato di tutto ciò – continua l'esponente dell'Mpa, rivendicando la propria azione al Senato- noi autonomisti abbiamo lavorato in favore del Mezzogiorno e così continueremo anche in futuro con i mezzi che ci verranno messi a disposizione. Di fatto – conclude Scavone - la nostra è stata l'unica voce a sostegno del Sud, in un contesto in cui a nessuno interessa che il Mezzogiorno alzi la testa, soprattutto in questa fase disperata”.