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Nel Ragusano

Tragedia a Scicli: 13 immigrati annegano in uno sbarco
Dramma e violenze sul set di Montalbano


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Il barcone arenatosi sulla spiaggia di Scicli (foto Francesco Ragusa)

Sono morti annegati nel tentativo di raggiungere a nuoto la riva (foto Francesco Ragusa). Il barcone si è arenato davanti alla fornace Pisciotto, dove è stato ambientato uno degli episodi della fiction televisiva. Gli immigrati sono stati presi a colpi di cinghia dagli scafisti e costretti a lanciarsi in mare. Uno dei migranti è fuggito ed è stato travolto da un'auto pirata. Presi i due scafisti.

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SCICLI (RAGUSA) - Sirene (e poi sirene, e sirene...) ed elicotteri: è questa la colonna sonora di uno dei giorni più tragici che questa provincia ricordi. Il bilancio finale parla di tredici morti, due feriti in gravi condizioni e decine di feriti guaribili in pochi giorni. Leggendo i numeri potrebbe essere un attentato, ma si tratta dell'ennesimo sbarco sulle coste siciliane trasformatosi, poi, in tragedia.

Un barcone che trasportava oltre trecento migranti di origine etiope, somala ed eritrea (stipati in spazi che ristretti è dir poco: un'imbarcazione che, per un occhio non esperto, avrebbe potuto contenere al massimo settanta persone stipate strettissime) si è arenato poco al largo della spiaggia di contrada Pisciotto (località Sampieri, Scicli) questa mattina, prima delle ore nove.

Attimi di concitazione, e violenza vera e propria: i migranti sono stati costretti a tuffarsi in mare (un mare quasi in tempesta), minacciati dai due presunti scafisti con fruste, bastoni e calci. La corrente marina ha fatto il resto, mettendo quasi tutti in difficoltà. Alla fine è quasi un miracolo che a perdere la vita non siano stati molti di più. I corpi dei tredici poveri annegati sono stati portati dalle onde sulla battigia. I bagnanti hanno dato l'allarme (nessuna motovedetta aveva incrociato il barcone), qualcuno di loro si è prodigato nei primi soccorsi che hanno strappato alla morte alcuni di loro.

C'è un carabiniere, l'eroe della giornata, che ha salvato almeno dieci migranti. E poi, dopo essere stato accoppato da uno degli scafisti, l'ha pure bloccato. Dopo ore è ancora lì, sconvolto in faccia. Poi è la storia raccontata da mille agenzie di stampa e da cento articoli: i tredici corpi, coperti da un lenzuolo bianco, giacciono allineati su quella spiaggia dorata che ha fatto da set anche alla fiction del commissario Montalbano. L'aria, a Sampieri, è di quelle inverosimili. Partono le ricerche in mare ad opera del nucleo sommozzatori di Palermo dei Vigili del Fuoco, alcuni testimoni riferiscono che un bambino dovrebbe essere stato “risucchiato” dal Mediterraneo ma, fino a tardo pomeriggio, non c'è traccia.

Le salme saranno portate presso i nosocomi di Scicli e Modica, poi l'ultimo saluto. Centotredici tra i superstiti sono stati trasferiti al centro di prima accoglienza di Pozzallo, altri cento sono riusciti a scappar via. Uno di loro, tragedia nella tragedia, è stato travolto da un'auto pirata lungo la Modica-Marina di Modica: versa in coma al “Cannizzaro” di Catania. Ancora molte ore dopo gruppi di migranti vagano senza meta tra le campagne di Modica, ci sono bambini e tanti giovani. Sono anche loro a rischio di essere colpiti da un'auto di passaggio. La Polizia riesce a recuperarne alcuni, tra cui due donne in gravidanza.