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L'addio

Bartolotta si dimette: "Ora Pd e governo facciano pace"
Lupo: "Un gesto responsabile"


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L'assessore lascia con una lettera inviata a Crocetta e Lupo. “Non condivido il frettoloso ritiro del sostegno al governo, ma rispetto la scelta del partito confermando la disponibilità a dimettermi". Lupo: "Segnale di responsabilità". Ma il presidente della Regione stoppa le dimissioni: "Il dialogo col Pd da parte mia continuerà ad esserci, ma non può essere basato sulla questione del nome degli assessori".

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PALERMO - Se può servire alla pace tra Pd e governo, ecco la mia poltrona. Questo il senso della lettera inviata al presidente della Regione Crocetta e al segretario regionale del partito Lupo con la quale Nino Bartolotta si è detto pronto alle dimissioni. “Un gesto di grande responsabilità”, ha subito commentato Lupo. Ma nella lettera a lui recapitata, non mancano le critiche ai dirigenti regionali del partito: “Frettolosa la rottura con l'esecutivo”.

Insomma, Nino Bartolotta si è alzato dalla sua poltrona. Quelle di oggi, però, non possono definirsi a tutti gli effetti delle dimissioni. “Vedremo però – commenta a caldo Bartolotta – se il problema è davvero tutto lì. Insomma, due caselle in giunta adesso sono libere. Pd e governo possono trovare la strada per riprendere il dialogo”.

Già, il dialogo. Bartolotta nella sua lettera non gira troppo attorno alla questione. Il motivo del suo addio è legato proprio alla rottura tra esecutivo e partito. Una frattura che stenta a ricomporsi. “La mancanza di dialogo tra il Partito Democratico e il governo Regionale – scrive infatti Bartolotta - e i toni sempre più accesi del dibattito, in un momento di recesso economico ed occupazionale, aggravato ancora di più dai recenti fatti che hanno riguardato il governo nazionale, impongono a tutti noi una maggiore assunzione di responsabilità e moderazione nell’affrontare l’attuale stato di crisi politica che sta attraversando la nostra Regione”.

Insomma, nelle prossime settimane la Regione dovrà affrontare temi delicati e spinosi. Sarebbe da irresponsabili occuparsene in un clima così incerto. “Alla vigilia di importanti scadenze quali la manovra finanziaria di assestamento, la prosecuzione del rapporto di lavoro per i precari, la sottoscrizione dell’Intesa generale quadro infrastrutture, l’impegno definitivo delle risorse di cui alla delibera Cipe 62 per la realizzazione degli interventi stradali ed autostradali, - puntualizza Bartolotta - si rende indispensabile e di vitale importanza il superamento delle incomprensioni e delle attuali criticità tra il Partito Democratico e il governo regionale. In tale contesto, atteso che ad oggi non si sono registrati fatti nuovi che lascino intravedere possibili soluzioni alla crisi, ritengo sia opportuno, come anticipato nei giorni scorsi, - prosegue - ribadire la mia disponibilità a rimettere il mandato di assessore regionale alle Infrastrutture, mobilità e trasporti nelle mani del Presidente Crocetta che mi ha nominato e del segretario politico del Partito Democratico cui appartengo”.

Una sfumatura non da poco. Che distingue le motivazioni del “passo indietro” di Bartolotta da quelle che hanno spinto il collega Luca Bianchi alla stessa decione. Se quest'ultimo, infatti, ha investito della faccenda i rapporti tra i vertici regionali e quelli nazionali, chiedendo, di fatto, su quale “sostegno” e credibilità potesse contare in vista dell'esame dei documenti contabili, Bartolotta fa esplicito riferimento al segretario regionale di un partito “al quale appartengo”, precisa.

E al quale, però, non risparmia qualche critica: “Pur non condividendo, per metodo, tempi e motivazioni – dice Bartolotta - il frettoloso ritiro del sostegno al governo, intendo rispettare la scelta del partito confermando la disponibilità a dimettermi, se questo può contribuire alla risoluzione dell’attuale crisi. Ritengo ciò opportuno, sia per la mia appartenenza al Partito Democratico, sia per senso di responsabilità nei confronti del Presidente Crocetta che mi ha nominato e che, in siffatte condizioni, avrebbe difficoltà a portare avanti il programma di governo. Da dirigente di partito, - prosegue Bartolotta - auspico che ciò possa contribuire a riavvicinare le parti ed a riaprire il dialogo per un confronto sereno e costruttivo che rafforzi e rilanci l’azione dell’esecutivo”.

Pronto al “sacrificio”, quindi. Per favorire il riavvicinamento tra le parti. “Il governo regionale non può e non deve fare a meno del Pd, - l'invito di Bartolotta - ma altrettanto dicasi per il partito e per quei dirigenti che oggi lo rappresentano e che hanno deciso di togliere il sostegno al presidente Crocetta ed agli assessori che il Pd stesso ha designato. Se sbagli o incomprensioni ci sono stati, a soli dieci mesi dall’insediamento, sono certo che ci possano essere ancora tutte le condizioni per ricucire lo strappo e ripartire tutti insieme con più slancio e vigore, al fine di scongiurare il pericolo di 'affondare' o ancor peggio, di fare semplicemente 'galleggiare' questo governo, il primo ad essere rappresentato da un Presidente progressista votato dagli elettori. Sono certo che il verificarsi di una tale eventualità – conclude la sua lettera Bartolotta - non verrebbe compresa né dal popolo siciliano nè dalla stragrande maggioranza degli elettori di centrosinistra e dalla base del Pd in particolare”. Ma il governo Crocetta ha perso, di fatto, un altro pezzo.