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Nuovo incarico per Cammarata
all'Agenzia dei beni confiscati


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L'ex sindaco di Palermo ha iniziato a lavorare presso l'Agenzia nazionale dei Beni confiscati dove è stato "comandato" per un anno. Il consigliere comunale del Mov139 Alberto Mangano: "Umiliazione dal governo Letta". Il Movimento 5 stelle: "La peggiore scelta possibile".


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PALERMO - L'ex sindaco di Palermo Diego Cammarata andrà a lavorare come impiegato all'Agenzia dei beni confiscati. Finora aveva insegnato diritto in una scuola superiore di Palermo, ora è stato "comandato" per un anno all'Agenzia diretta dal prefetto Giuseppe Caruso. "Ho accolto la domanda di Cammarata - ha detto Caruso - come avrei fatto per qualsiasi dipendente della pubblica amministrazione. Siamo in grave carenza di organico, come ho detto più volte. Qui nessuno vuole venire perché non ci sono incentivi economici o di carriera, quindi la domanda di Cammarata è stata ben accetta. Inoltre, tutti gli oneri sono a carico dell'amministrazione di provenienza, quindi per noi è un'operazione a costo zero".

Per il consigliere comunale di Movimento 139 Alberto Mangano questa "è l'ennesima umiliazione che il governo nazionale ci sta facendo subire". "Mentre il sindaco Orlando auspicava che l'agenzia adottasse misure più snelle per utilizzare i beni confiscati ai mafiosi e destinarli a fini sociali - continua l'esponente del Mov 139 - adesso con la riapparizione dell'ex sindaco invisibile, tutto si complicherà ulteriormente".

Polemici anche i grillini: Questo governo di larghe intese dimostra giornalmente che non c'è possibilità di lavorare per il bene comune. Nominare in un settore così delicato, sensibile ed importante una persona che ha distrutto per anni una città unica come Palermo dimostra che non c'è volontà di cambiare rotta - ha detto il deputato del Movimento cinque stelle all'Ars, Giogio Ciaccio (anche componente della commissione antimafia dell'Assemblea) -. All'Ars - dice Ciaccio  - abbiamo cambiato il regolamento della commissione antimafia per dare un segnale di forte credibilità alla cittadinanza, inserendo l'impossibilità di far parte dell'ufficio di presidenza a persone condannate, ed in Italia che si fa? Si nomina Cammarata. Oggi sono realmente preoccupato, non del danno presunto che ci sarebbe andando alle elezioni, ma, piuttosto, di quello certo che si avrebbe lasciando certa gente, schiava dei compromessi politici, a capo della nostra splendida Repubblica”.

Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del gruppo M5S alla Camera Riccardo Nuti, che ha presentato un'interrogazione al governo nazionale. "Vogliamo sapere – afferma Nuti - come sia stato possibile effettuare la nomina di Cammarata e con quali criteri. E' infatti evidente che il bisogno di regalare poltrone ad amici continua ad essere superiore al buon senso, solo così si può spiegare questa nomina per chi, come Cammarata, non solo è sotto processo per la famosa vicenda dello skipper e per il disastro ambientale della discarica di Bellolampo, ma che, sopratutto,  era amministratore quando il Comune  assegnava i beni confiscati alla mafia ad associazioni a scopo di lucro e ad amici di consiglieri comunali".