Live Sicilia

Squadra antimafia

Rosy, i soldi, l'amore


Articolo letto 3.554 volte
VOTA
4.8/5
4 voti

quarta puntata, squadra antimafia
Rosy Abate
PALERMO- Una madre disperata, una donna accecata dal potere, un ricercato mosso da sete di vendetta e un giornalista sedotto da fascino dei soldi. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato la quarta puntata di Squadra Antimafia 5.

Rosy Abate trova il modo di andare in Svizzera a prendere i soldi che le serviranno a pagare il riscatto per Leonardino. A tal fine, contatta di nuovo il giornalista Schiavone, che si presta a farle da complice. I due si incontrano in una chiesa. Rosy è travestita da suora, ma quest’abito non inganna chi è sulle sue tracce. Intanto Calcaterra e la Duomo devono fare i conti con l'evasione di Dante Mezzanotte durante un trasferimento in un carcere del nord. Dante si mette subito sulle tracce di Rosy, responsabile della disfatta della sua famiglia. Vorrebbe, infatti, mettere le mani su quel denaro che era già suo, frutto di un accordo fatto con i talebani per un carico di eroina, il più grande mai arrivato in Sicilia.

Unico sopravvissuto del suo clan, rinchiuso in carcere, del raffinato uomo d'affari che non voleva sporcarsi (troppo) le mani non è rimasto quasi più niente. Ora desidera solo vendicarsi di Rosy, che gli ha ucciso la moglie e lo ha derubato, e ricominciare la sua scalata al potere mafioso Lara incontra con la sorella Veronica per un caffè e incautamente fornisce dei dettagli sull’operazione di polizia in atto per scoprire le aziende che finanziano il sacco di Baia d’Angelo. Veronica chiama subito Ruggero, che oltre a tenere in ostaggio il piccolo Leonardino, è strettamente coinvolto nell’affare. La reazione è l’uccisione del notaio Simeti, che colluso con la mafia, muove le fila economiche e finanziarie dell’operazione di Baia d’Angelo. Anche la squadra Palermo aveva intuito il coinvolgimento del professionista con la mafia e per questo aveva iniziato a farlo pedinare.

Rosy tornata dalla Svizzera è vittima della sue stesse scelte. Il giornalista che ha scelto come suo complice, si rivela più astuto di quanto lei avesse pensato. Schiavone conduce l’Abate nella cartiera del padre, abbandonata da anni. Un rifugio perfetto. Lì, approfittando di un attimo di disattenzione, colpisce alla testa l’Abate e le ruba la valigetta. All’apertura della saracinesca, Schiavone trova Dante e il suo scagnozzo ad aspettarlo. Cerca di fare leva sulla sete di soldi di Dante e gli offre un accordo. Dante reagisce e , dopo aver liberato Rosy, le consegna la pistola per vendicarsi del tradimento del giornalista. A quel punto Lara Colombo e Calcaterra, intercettando le mosse di Rosy e di Dante, fanno irruzione nella cartiera. Schiavone usato come esca per la Polizia, si salva e permette la fuga dei due. Nascosti in una grotta che ospiterà la loro latitanza, Rosy Abate si rende conto che è arrivato il momento di mettere fine alla loro personalissima guerra. Dante rivela di essere da sempre innamorato di lei e tra i due scatta la passione a suggellare anche un’alleanza che ha ben poco di romantico. Dopo il blitz nella cartiera Lara Colombo e Calcaterra sono sempre più affiatati. Il bacio tanto atteso sembra solo essere rimandato alla prossima puntata. I due ,infatti, sono stati interrotti dall’ingresso di un collega, proprio mentre le loro labbra stavano per toccarsi.

Per una storia d’amore che stenta a decollare, un’altra prende il volo. Francesca Leoni (Greta Scarano) e Gaetano Palladino (Ludovico Vitrano), ispettori della squadra, hanno scoperto di amarsi e cominciano a ragionare sulla loro vita futura. Un test di gravidanza sembra suggellare il loro amore.Achille Ferro, dopo aver scalzato dal potere il padre Oreste, ha un summit con i capi della mafia catanese. Adesso è lui ad avere il titolo di don, non più suo padre, simbolo di una vecchia mafia che “parla ancora con i pizzini”. Ferro deve assolutamente mettere le mani nell’affare di Baia d’Angelo e tende un agguato a Veronica Colombo. Questa, non supportata dal suo partito, sceglie di correre da sola alla poltrona di governatore della Sicilia, facendo di ecologia, legalità e rispetto per le donne punti cardine della sua campagna elettorale. Colpo di scena: con una pistola puntata alle tempie, Veronica promette i soldi dell’Abate, quelli che in realtà avrebbe dovuto incassare il suo compagno Ruggiero come riscatto per la libertà del piccolo Leonardino. Achille Ferro vede nei soldi di Rosy la possibilità di scalare i vertici della Mafia e accetta l’accordo.