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Mostre, spettacoli e incontri
Presentata "Le vie dei tesori"


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PALERMO – Cinquanta tesori di arte, scienza e natura visitabili con il contributo di 1 euro, cento eventi gratuiti (incontri, performance, mostre, spettacoli, passeggiate d’autore) con ospiti d’eccezione. In quattro weekend tra ottobre e novembre la città di Palermo si svela ai visitatori come mai ha fatto grazie alle “Vie dei tesori”, il Festival del luoghi e delle idee che (partito sette anni fa come iniziativa per celebrare il bicentenario dell’Università di Palermo) diventa adesso una manifestazione che mette a rete tutte le principali istituzioni e associazioni della città, dal Comune alla Diocesi, dal Conservatorio di musica Vincenzo Bellini all’Accademia di Belle Arti.

Oggi, nella chiesetta di Sant’Antonio Abate dello Steri, la presentazione, con il rettore dell’Università Roberto Lagalla; l’assessore alla Cultura del Comune, Francesco Giambrone; il capo di Gabinetto dell’assessorato regionale ai Beni culturali Gaetano Pennino; la capoarea alla Cultura del Comune Eliana Calandra; il direttore dell’Accademia di Belle Arti Luciana Giunta, molti altri rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte, oltre che i curatori, alcuni artisti e performer.

La manifestazione, inserita nel programma di Palermo Capitale della cultura 2019, si svolgerà in tre fine settimana di ottobre: venerdì, sabato e domenica (11-12-13, 18-19-20, 25-26-27) e nel primo di novembre (1-2-3). Cinque i temi che faranno da filo rosso tra luoghi ed eventi, in un percorso di rimandi alla storia, alla letteratura, all’attualità. I temi sono l’eresia intesa in senso largo come “viaggio in direzione ostinata e contraria”, attualizzata al presente e declinata in ogni sfaccettatura, dalla religione all’economia. Un tema che percorre alcuni luoghi, primo tra tutti le Carceri dell’Inquisizione spagnola allo Steri, uniche al mondo. Il secondo itinerario è quello della città sotterranea, dei fiumi e delle acque, sollecitato da altri luoghi, dalla cripta delle Repentite alle catacombe dei Cappuccini, della grotte ai Qanat, un percorso di straordinaria suggestione che racconta millenni di storia. E ancora la città interculturale, radicata in luoghi come il centro Santa Chiara, nel cuore di un quartiere dove sono presenti numerose comunità di immigrati. Ma l’interculturalità è esplorata anche nella dimensione delle energie e delle esperienze più avanzate in Europa e nel mondo, dall’Austria alla Turchia, dal Giappone alla Cina. Quarto tema le donne tra opportunità e violenza, tema che attraversa altri luoghi come l’Archivio storico comunale che realizzerà una mostra con documenti inediti. E infine il Gattopardo a 50 anni dalla proiezione del film di Visconti: un omaggio a un capolavoro dei cinema e un’occasione di riflessione sui temi sollecitati dal romanzo cui è ispirato: in Sicilia tutto cambia per non cambiare mai?

Tra gli ospiti ci saranno il presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Cultura Massimo Bray, il sindaco di Roma Ignazio Marino, l’autrice televisiva e scrittrice Serena Dandini, l’antropologo Franco La Cecla, il geologo Mario Tozzi, il musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, i giornalisti Gianni Riotta e Marcello Sorgi, l’autrice e regista Lina Prosa, il jazzista Gianni Gebbia.

Cinque mostre, concerti, spettacoli, performance, otto “colazioni col professore” (il sabato e la domenica mattina), dieci lezioni aperte alla città, molte attività per bambini all’insegna della creatività e della conoscenza. E una rassegna editoriale, curata da Navarra editore, che si chiama “Di libri e di tesori” e si svolgerà nel primo weekend della manifestazione, dall’11 al 13 ottobre. Gli eventi sono tutti gratuiti.

“Nonostante la crisi, o forse proprio come risposta alla crisi – ha detto il rettore Lagalla – abbiamo pensato in grande, utilizzando i nostri occhi non solo per piangere ma per sognare. A Palermo rischia di perdersi una parola fondamentale, che è comunità, e noi siamo convinti che questo progetto in grado di aggregare tante istituzioni e tante realtà di qualità vada proprio nel segno del fare comunità. Quel che si vuole proporre ai cittadini è un’alleanza nel segno della riappropriazione degli spazi e del piacere della conoscenza”. “Un progetto di grande qualità – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura Francesco Giambrone – che deve radicarsi e diventare proposta stabile della città. Questo è un vero Festival culturale, il Festival culturale che mancava a Palermo, un’occasione strategica per fare cultura ma anche per sviluppare economia”. Secondo Gaetano Pennino, in rappresentanza dell’assessore regionale ai Beni culturali Maria Rita Sgarlata, “questo Festival va nella stessa direzione che abbiamo impresso al nostro lavoro, ed è un modello che riteniamo possa essere esportato con successo all’intera Sicilia”. Per Gianfranco Marrone, delegato del rettore alla Comunicazione, “uno dei temi di questo Festival, l’eresia, in realtà può connotare semanticamente tutta la manifestazione, che ha un carattere così marcato di sfida, di scommessa, di abbattimento di barriere”.

Il Festival, se si esclude il supporto dell’Università e dell’assessorato alla Cultura del Comune in termini di servizi (disponibilità dei luoghi, stampa dei materiali, locandine, viaggi e alberghi per gli ospiti) e il patrocinio degli assessorati regionali ai Beni culturali e del Turismo, è del tutto autofinanziato. Ma proprio la necessità di “autosostenersi” ha portato alla nascita di un modello di imprenditorialità “non profit”. Gli ospiti sono tutti presenti a titolo gratuito, il call center per le informazioni e le prenotazioni è frutto di un tirocinio formativo di otto allieve del corso di Scienze del turismo, coordinato dal ricercatore Giovanni Ruggieri.

Per partecipare alle visite guidate nei “tesori” e alle passeggiate bisognerà pagare 1 euro se si acquista un carnet da 10 visite (10 euro), 1 euro e 25 se se ne acquista uno per 4 visite (5 euro) o 2 euro se si vuole fare una visita singola. Non si tratta giuridicamente di un biglietto, ma di un contributo per la fruizione e la promozione del patrimonio artistico e culturale. I carnet e i biglietti singoli saranno reperibili in ogni sito aperto per la manifestazione. Il carnet, nato come necessità per sostenere i costi, ha attratto l’interesse di albergatori e operatori che hanno deciso di acquistarlo per i propri clienti: il primo tassello di un circuito turistico e culturale che in città manca. Il call center è contattabile ai seguenti numeri: 091-23893756; 091-23893757; 091-23893758 (dal 2 ottobre al 3 novembre, ogni giorno dalle 10 alle 18). E-mail: info@leviedeitesori.it