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La crisi a Roma

Micciché e Schifani col Cavaliere
I siciliani del Pdl seguiranno Angelino


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La maggior parte dei deputati e dei senatori eletti in Sicilia sarebbero pronti a votare la fiducia al governo Letta, seguendo la linea tracciata da Alfano. Accelerando, così, la scissione all'interno del Pdl.

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PALERMO - Ha ascoltato l'intervento del premier Letta attentamente. Senza far trapelare particolari emozioni. Silvio Berlusconi oggi ha aperto: “Sentiamo gli interventi, poi vedremo”. Ma la scissione è già in atto. E a rivelarla, in maniera quasi “fotografica” è la presenza di Angelino Alfano al fianco del presidente del consiglio. Alfano, che ha deciso di essere “diversamente berlusconiano”. Nella sostanza, di confermare la fiducia al governo nel quale ricopre il ruolo di vicepremier. Una decisione che ha sorpreso, un po', nei modi, il coordinatore siciliano del Pdl Dore Misuraca: “Mai visto Angelino così determinato”. Una sicurezza che sarebbe fondata su un ampio seguito all'interno del partito. Dove è folta la compagine dei siciliani.

“Sentiamo gli interventi, poi vedremo”, ha commentato stamattina Silvio Berlusconi. Una frase che potrebbe far presagire una sorpresa dell'ultimo momento. Il Cavaliere, infatti, numeri alla mano, si sarebbe reso conto che insistere sull'addio al governo potrebbe tradursi solo in una sanguniosa scissione del partito. Una frattura insanabile, per la sua creatura. Sono in tanti, infatti, pronti a seguire Angelino. Pronti a percorrere la via della “responsabilità”, certo. Ma anche quella che scongiura un nuovo ricorso alle elezioni.

Al fianco del Cavaliere, infatti, tra i siciliani, sarebbero rimasti in pochi. Tra i fedelissimi, l'ex presidente del Senato Ranto Schifani, e l'ex ministro Stefania Prestigiacomo, insieme al senatore Bruno Alicata e alla deputata palermitana Gabriella Giammanco. I “falchi” siciliani, a quanto pare, sono tutti qui. Almeno nel Pdl. Perché molto chiara è la posizione del lader di Grande Sud Gianfranco Micciché: “Abbandonare oggi Berlusconi è un atto di profonda viltà. E' vile perché questo è il momento in cui sta ricevendo un attacco concentrico di proporzioni inaudite, il peggiore che si sia mai visto nella storia politica italiana. Quello compiuto da Alfano & Co. - continua Micciché - è un atto di cui dovranno rispondere alla loro coscienza, prima che ai loro elettori”. Posizione, del resto, ampiamente prevedibile. Oltre al rapporto “di gratitudine, e di stima”, sottolineato da Micciché nei confronti di Berlusconi, nota è la “scarsa sintonia” col politico agrigentino. Con Micciché, pronto a negare la fiducia al governo anche Mario Ferrara (eletto nel Pdl “in quota” Grande Sud).

Il resto del Pdl – stando, ovviamente, a quelle che al momento si possono considerare solo dele indiscrezioni – è invece pronto a confermare la fiducia a Letta. Tra i deputati, al fianco di Angelino Alfano ecco Dore Misuraca, Giuseppe Castiglione, Nino Minardo e Vincenzo Garofalo. I senatori pronti a sostenere il governo, sarebbero Nino D’Alì, Giuseppe Ruvolo, Bruno Mancuso, Salvatore Torrisi, Francesco Scoma, Nino Bosco, Riccardo Gallo e Marcello Gualdani. Tra gli indecisi a Montecitorio Alessandro Pagano, Antonio Martino e Basilio Catanoso. Insomma, i siciliani sembrano pronti a seguire la strada tracciata dal politico agrigentino. “Decideremo solo dopo aver ascoltato gli interventi”, ha commentato Silvio Berlusconi. I numeri, anche quelli che arrivano dalla Sicilia, la terra del 61-0, forse consigliano un po' di cautela.