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A VILLA FILIPPINA

Festival della Legalità, Caramazza:
"Regione non tagli fondi allo Sport"


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La terza giornata del Festival della Legalità si apre con un dibattito sulla sfida tra legalità e illegalità. Protagonisti l’inviato di Sky Sport Flavio Tranquillo e il consigliere di corte d’appello Mario Conte, autori del libro “I dieci passi”. Presente anche il presidente del Coni Sicilia Giovanni Caramazza.

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PALERMO - La sfida tra la legalità e l’illegalità al centro della terza giornata del Festival della Legalità, l’evento organizzato dalla Zerotre e dall’Associazione Villa Filippina dedicato ai temi della criminalità organizzata e della lotta alla mafia. A parlarne l’inviato di Sky Sport Flavio Tranquillo e il consigliere di Corte d’Appello Mario Conte, autori de "I dieci passi”, un libro basato su un dialogo, su un lavoro di squadra che pone al centro la condivisione dei valori per cui "tifare".

Una giornata all'insegna dello sport come filo conduttore della legalità. Legalità come sinonimo di fatica, senso del dovere e conquista. La radice quadrata de "I cento passi", come piccolo percorso verso "la retta via". "Stiamo cercando di riprendere dei concetti non sempre espliciti per far capire come dalle piccola cose si possa arrivare al rispetto delle regole basilari - spiega Conte -. È fondamentale dare il buon esempio. Il problema lo abbiamo creato noi e dobbiamo cercare di aiutare i giovani a superarlo".

Lo sport come insieme di regole su cui basarsi per vivere in una società civile. "Nella pallacanestro - osserva Tranquillo - per l'arbitro é spesso difficile capire chi ha toccato la palla per ultimo. Se chi lo ha fatto lo dice, spinge l'altro a comportarsi allo stesso modo. E questo è un esempio che vale per ogni ambito". E per guidare i giovani verso la strada della giustizia, Tranquillo ha spiegato che "é importante seguire il percorso della legalità per stare bene con se stessi e con gli altri". Un monito, poi, ai ragazzi a "non lasciarsi trascinare dai cattivi esempi anche nella politica e ad essere modelli di se stessi. È importante che facciate e seguiate la politica ma per costruire il vostro futuro e per poter scegliere un giorno con consapevolezza".

A prendere poi la parola sul palco di Villa Filippina il presidente del Coni Sicilia Giovanni Caramazza, che rivolgendosi ai giovani che credono che oggi non ci siano esempi da seguire, ha precisato: "Non ci sono solo Falcone e Borsellino. Ce ne sono tanti altri. Oggi un grande esempio ci viene proprio dall'alto ed é Papa Francesco". E se lo sport é metafora di anti-mafia e sinonimo di legalità e rispetto delle regole, non é mancato l'invito di Caramazza a lottare per la candidatura di Palermo a Capitale Europea dello Sport nel 2016. Il presidente del Coni ha infine lanciato un appello al governatore Crocetta a non tagliare i fondi per lo sport. "Lo sport fa paura alla mafia perché distoglie i giovani dalla criminalità organizzata. In un'amministrazione regionale che parla di antimafia non si possono tagliare i fondi allo sport - ha stoccato -. Crocetta ponga la giusta attenzione alle attività sportive perché anche questo é un modo per sconfiggere la mafia e la mentalità mafiosa".

Per l’occasione il Coni Sicilia ha allestito un Villaggio sportivo con dimostrazioni e performance delle varie discipline sportive spiegate dai campioni siciliani. "Ci sarebbe piaciuto far provare i giovani - ha concluso Caramazza -, ma ciò comporta delle spese e il Coni in questo momento non può permetterselo".